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Aprile 1998 - Riti funerari in Polizia

Dettagli

 

Nella Polizia del 2000 assistiamo ancora a riti funerari di faraonica o imperiale memoria , tanto per magnificare alla plebe la potenza che fu in vita la persona trapassata.

Nell'antico Egitto come durante l'epoca imperiale , Ming in Cina o Maya, il trapasso dei potenti veniva annunciato e successivamente celebrato con fasti senza eguali e in molti casi era previsto che all'interno della loro ultima dimora venissero portati non solo gli oggetti più cari loro appartenuti in vita ma talvolta venissero addirittura tumulati vivi anche gli schiavi e i soldati posseduti.

Fortuna vuole che i potenti di oggi abbiano preferito soprassedere sull'adozione di quest'ultima usanza.

E' rimasta , però , l'abitudine di dimostrare la potenza all'atto dell'estremo transito .

Credo che la Polizia di Stato sia uno di quegli ambienti dove la tradizione di onorare il trapasso di alcuni membri di "" alto lignaggio "" con cerimonie in pompa magna , sia ancora molto salda .

Alle soglie del terzo millennio vediamo che qualora un Funzionario varchi la soglia dell'Ade ( per motivi non dipendenti da cause di servizio ) , gli uffici dipendenti vengono inondati di fax, da dove con dovizia di particolari si evince la data , l'ora e il luogo in cui avverrà l'estremo saluto , indicando dove potranno essere formulati i messaggi di cordoglio.

Fintanto si tratti di un Funzionario deceduto per cause naturali , potremmo far finta di nulla e pensare semplicemente che si tratti della solita megalomania di casta.

Ma estendere la stessa prassi anche ai genitori dei Funzionari, con tanto di servizio di rappresentanza ed eventuale volante di zona , va oltre ogni limite .

Che cosa ha fatto di così importante una tale persona da meritarsi un servizio di rappresentanza nonché sottrarre alcuni elementi della forza pubblica al servizio della collettività se non quello di essere la genitrice o il genitore di un determinato Funzionario di Polizia di alto rango ?

Anche qui si tramandano le antiche usanze .

Infatti nelle epoche sopra citate i parenti dei notabili, dei consoli, proconsoli ecc..ricevevano gli stessi onori che sarebbero stati riservati ai loro familiari più potenti ed in vista .

Questa usualità era come un biglietto di presentazione al cospetto del Dio Sole, Amon - Ra , degli Dei dell'Olimpo e così via.

Compartecipi , loro malgrado, a questa farsa , ieri come oggi vi sono gli impotenti ed inermi " schiavi " , che in virtù della loro condizione di subordinazione gerarchica debbono sottostare ad una imposizione ed obbligati ad una ipocrisia di facciata nei confronti di chi ha subito un lutto in famiglia e di chi ha organizzato la faraonica scena .

Ieri come oggi vediamo che tali onori vengono riservati solo in virtù di un diritto di appartenenza .

Quotidianamente , semplici poliziotti e familiari di quest'ultimi varcano l'odiata soglia, ma non ricevono alcuna attenzione né lo spreco spasmodico di carta e di uomini per dare loro l'ultimo saluto in pompa magna. Perché il semplice poliziotto ,ovviamente, non appartenendo alla classe dei Funzionari non ne ha diritto né tantomeno si può esaltare la genitrice di questi la cui colpa semmai è quella di aver dato alla luce un essere di si umili condizioni.

A tal uopo devo precisare che non voglio si creino fraintendimenti circa l'eventuale estensione del " modus onorandi " ,riservato alle alte caste ed affini, anche ai ceti più " bassi " ma è mio personale convincimento che l'attimo del trapasso di una persona cara sia un momento molto riservato e privato da condividere solo con chi ha conosciuto realmente le virtù della persona trapassata, altrimenti è solo ipocrisia e sfoggio immorale della propria vanità.

A questo proposito mi sovviene un libro scritto dal Principe Antonio De Curtis , in arte Totò, : La Livella. Ne consiglierei la lettura agli odierni faraoni , sperando ( chissà ? ) di evitare in tal modo lo sfoggio penoso di tanta ipocrisia dal momento che di fronte al Supremo non servono picchetti armati, schiere di soldati e ridicoli sfarzi .

Gli onori si debbono meritare e non pretendere in nome di un ipotetico privilegio dovuto alla casta di appartenenza .

E' così che i GRANDI si fanno ricordare.

San Francesco, il Mahatma Gandhi, Martin Luter King, Madre Teresa di Calcutta sono saliti loro malgrado agli onori e alla gloria per l'opera meritoria che hanno portato avanti nell'arco della loro vita .

Secoli di storia non hanno insegnato nulla a tutti coloro che continuano a peccare di vanagloria solo e soltanto per il ruolo che momentaneamente ricoprono e non per i fatti concreti che hanno posto in essere durante il loro itinere terreno.

Resteranno comunque inutili meteore mai paragonabili alle brillanti e perenni stelle dell'immenso firmamento .

 

Aprile 1998

 

 

Massimiliano Valdannini

SIULP ROMA

   

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