30 dicembre 2000 - lettera aperta e analisi situazione contingente

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Creato Domenica, 05 Marzo 2000 19:18
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Torino-Roma 30 Dicembre 2000

 

 

AL SEGRETARIO GENERALE NAZIONALE S.I.U.L.P.

Oronzo COSI

 

- ROMA –

 

 

 

 

 

^^^^^^^^^Caro Oronzo,

giunti ormai alla fine di quest’anno, abbiamo dovuto amaramente constatare come il panorama in cui si è stagliata la Polizia di Stato sia, in un’ottica di bilancio, sostanzialmente negativo.

 

Più volte ci siamo ritrovati con dei colleghi più anziani a rilevare come troppe circostanze abbiano ricordato tempi ante-riforma, e ciò non è gratificante.

 

Tutti hanno colto la strisciante "rimilitarizzazione" cui i vertici burocratici dell’Amministrazione invece hanno, negli ultimi anni , rimodellato l’intero apparato della Polizia di Stato ( a partire dagli alamari "differenziati" , delle sciabole e sciarpa azzurra dei funzionari, passando dall’immissione dei militari in Polizia e dall’abbondante ripristino dell’uniforme anche in Uffici ove non necessita, oppure parlando dei vincitori di concorso a cui si dice che non torneranno in sede, etc.) , di converso ciò non ha minimamente comportato alcun miglioramento qualitativo : né del servizio reso ai cittadini , né del tenore di vita dei lavoratori del settore .

 

In compenso si è palesata la differenziazione qualitativa che sempre più si concretizza, almeno nella capacità di valorizzare il proprio prodotto, fra Polizia di Stato e Carabinieri, con evidente vantaggio di questi ultimi.

 

Non è poi un mistero che un’ampio fronte trasversale parlamentare, abbia in progetto di "federalizzare" la Polizia di Stato . L’argomento meriterà sicuramente un doveroso approfondimento proprio per capire la vera natura di tale progetto politico le cui anticipazioni preoccupano fortemente la categoria e i cittadini tutti .

La riprova evidente di quanto sopra ricordato deve essere individuata nella “ prova generale “ , da te giustamente stigmatizzata nel n. 44 di SIULP Flash del 6 dicembre u.sc. , che ha visto negativamente protagonista il Questore di Milano , e non è difficile immaginare che in un futuro non troppo lontano l’attuale Polizia di Stato potrebbe essere equiparata agli "sceriffi" americani (lasciamo alla fantasia immaginare chi farà l’F.B.I.) che in base ai cattivi umori politici del "Governatore" regionale di turno, andranno in giro per le città a "randellare", più o meno, i "cattivi" .

 

Impellente, inoltre , è la questione delle carriere e del contratto .

 

Più precisamente, è leggibile nell’attuale scenario di revisione delle carriere un preoccupante aumento di qualifiche gerarchiche (modello militare) ed un persistente limite ad una concreta apertura delle carriere.

 

Lo stesso svilito ruolo degli Ispettori ed in particolare quello di Sostituti Ufficiali di Pubblica Sicurezza ( SUPS ) fa percepire come nella Polizia di Stato - nella sormontante gerarchizzazione - si vogliano appiattire verso il basso i profili professionali, continuando a non riconoscere invece l’acquisita professionalità alle qualifiche inferiori.

 

Gli Assistenti Capo verranno formalmente promossi alla qualifica superiore , ma in realtà continueranno a svolgere mansioni a suo tempo affidate agli Agenti , per cui in virtù della citata revisione delle carriere, sarà bello osservare il pattuglione composto da 2 o 3 S.U.P.S., un paio d’Ispettori, altrettanto di Sovrintendenti e di Agenti.

 

Inoltre è anche giusto osservare come i colleghi e le colleghe attualmente frequentatori il corso per Vice Sovrintendenti siano massicciamente impiegati in O.P.in ogni parte d’Italia , a scapito della loro formazione, mentre l’Arma dei Carabinieri invia i propri aspiranti Marescialli ad espletare un corso di Laurea breve in Criminalistica presso l’Università.

 

Non meno deprimente è l’aspetto degli apparati tecnico-logistici, che sempre più privatizzati – con gioia delle imprese private – si dimostrano invece meno efficaci qualitativamente di quando li gestivano i nostri Tecnici.

 

Su tutto ciò si inserisce il problema del contratto.

 

Se infatti l’aumento stipendiale è quello previsto dai limiti normativi ( che comunque ci trova in disaccordo perché dimostratamente non è mai adeguato al reale costo della vita) è il concetto generale su cui si poggia che è totalmente inaccettabile.

 

Infatti, la sminuizione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (concetto caro a Confindustria) e l’abuso di indennità, mirano proprio alla cancellazione di tale strumento di tutela dei lavoratori ed all’ulteriore frammentazione di questi.

 

Tutti ci compiaciamo del riconoscimento che viene fatto ai colleghi delle Volanti e del Reparto Mobile, dei sacrifici cui vengono sottoposti nei reciproci tipi d’attività, ma , fermo restando che anche chi opera negli altri settori quali la P.G. e l’Amministrativa può avere dei problemi indennizzabili, questo tipo di differenziazione a favore di dette attività pare anch’esso propedeutico al succennato "progetto".

 

Di fondamentale importanza è poi la necessità di revisione critica del Regolamento di Disciplina . Infatti nonostante le reiterate richieste di riformulare in chiave più civile e democratica il D.P.R. 737/81, non solo lo stesso è tutt’ora vigente, ma sempre più si assiste ad un revanscismo militarista nell’uso del medesimo, cui difficilmente si riesce a far fronte.

 

Come dicono taluni Questori, ci sono anche dei veri e propri "lestofanti" fra la "truppa", ma non è tollerabile che in nome di tale principio, si abusi dello strumento disciplinare nei confronti di tutti – o meglio – di tutti gli appartenenti alla "truppa" stessa.

Troppi sono gli esempi della costante disparità di trattamento dal Dipartimento adottato tra le diverse qualifiche della Polizia di Stato perché la vicenda possa in qualche modo giustificarsi. Nè può essere sottaciuta l’attuale pratica , mutuata in toto dagli ordinamenti militari, di trasferire il dipendente non appena interessato a procedimenti disciplinari o penali, con ciò realizzando evidenti abusi della discrezionalità propria dei provvedimenti di trasferimento utilizzati, in questo caso, con finalità sanzionatorie inammissibili nell’attuale ordinamento.

Non meno grave è il fatto di irrogare sanzioni disciplinari molto più gravi della rilevata mancanza oppure , attesa l’estraneità dell’incolpato ai fatti contestati , irrogare una sanzione anche lieve, nella consapevolezza che i conseguenti ricorsi gerarchici trovano difficile accoglimento ed il ricorso al TAR , azionato da pochissimi colleghi , risulta enormemente oneroso e ulteriormente gravoso per i tempi di definizione estremamente lunghi .

 

Se si pensa che il "nuovo corso" della Polizia è quello già cennato, si può capire cosa ciò determina in termini di legittimazione di soggetti che vivendo di gerarchia, passano il tempo ad osservare se i dipendenti indossano sotto l'uniforme , i calzini del giusto colore.

 

Peraltro tali tipi sono pure fortunati, perché normalmente tutti hanno le calze dell’Amministrazione, anche coloro che non operano alla Prevenzione del Territorio e sono dotati solo delle calze poiché al VECA non riescono a ritirare null’altro.

 

Non consta però alcuna analisi effettiva sia stata svolta dai competenti burocrati ministeriali per accertare l’adeguatezza del vestiario assegnato ai dipendenti impiegati nei reparti operativi

 

Se poi si vuole passare ad un altro aspetto ancor più triste, parliamo di Specialità.

 

Nel "progetto" sono ovviamente indesiderate, poiché baluardi di una "professionalità specialistica" ad altri sgradita (si pensi al raffronto fra i rilievi d’incidenti fatti dalla Stradale e quelli "occasionali" dell’Arma).

 

Così – sono pubblicamente note le nostre polemiche in merito – già con la L. 78/2000 è stata data una bella "mazzata" alle nostre Specialità, poi aggravata dal disegno ministeriale di riorganizzazione delle stesse, ovviamente nella logica di ridurle gradualmente sino a scomparire.

 

Infine, ma non meno deprimente, è il fatto che parecchi colleghi e colleghe debbano essere alloggiati o in strutture fatiscenti o in strutture private (quindi con un bel costo sociale) magari anche scomode (si pensi ad un ragazzo di Roma senza auto inviato a prestare servizio a Torino ed alloggiato presso il Residence "Superga" – località posta in collina e distante alcuni km dal centro cittadino).

 

Stendiamo poi un velo pietoso su tutte quelle conquiste sindacali – quali i corsi d’aggiornamento o l’indennità di vestiario – che con il solito pretesto dell’esigua disponibilità economica del Paese (non tale quando si fanno le parate militari del 2 giugno che costano miliardi) vengono banalizzate e rese oggetto di conflitto fra la categoria, con compiacimento dell’Amministrazione che addossa al sindacato la responsabilità del fallimento.

 

Certo, se questi non sono che una minima parte degli argomenti negativi di cui si parla con i colleghi, si capisce come il sindacato, e soprattutto il S.I.U.L.P. che nonostante le recenti difficoltà ampiamente superate è sempre , grazie al suo democratico pluralismo interno , il più rappresentativo, sia l’unica speranza di tutela dei tanti colleghi e colleghe che vi aderiscono.

 

E’ su quella speranza che rinnoviamo in noi la volontà di fare sindacato e di non solo tutelare i diritti sinora acquisiti, ma di conquistarne di nuovi. Vista però l’entità di certi problemi, crediamo che sia la Segreteria Nazionale che deve recepire il malcontento della categoria e tramutarlo in efficace lotta di contrasto a quanto sopra rappresentato.

 

Anche perché negli ultimi anni ci siamo trovati spesso ad avvertire ciò che poi si sarebbe realizzato – ed i nostri numerosi scritti pubblici ne sono testimonianza – ma in tale ruolo di “ Cassandra “ non abbiamo potuto che affermare che la storia ci avrebbe dato ragione, e così è puntualmente stato.

 

Gradiremmo ancora una volta, vista anche l’enormità del problema, essere smentiti dai fatti , ma nel frattempo chiediamo alla Segreteria Nazionale di essere il principale strumento di tale smentita.

 

Approssimandosi l’inizio del nuovo anno, salutando sinceramente, inviamo i nostri Auguri per un sereno e proficuo 2001.

 

 

Gianclaudio Vianzone

Segretario Regionale S.I.U.L.P. Piemonte

 

Giorgio Pietrini

Segretario Regionale S.I.U.L.P. Piemonte

 

Roberto Vitanza

Segretario Regionale S.I.U.L.P. Lazio

 

Gianni Ciotti

Segretario Provinciale S.I.U.L.P. Roma

 

Massimiliano Valdannini

Segretario Provinciale S.I.U.L.P. Roma