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In attesa di una nuova primavera - venti anni di sindacato - di Massimiliano Valdannini

Dettagli

 

2001-21 vent’anni di sindacato

 

 

 

IN ATTESA DI UNA NUOVA PRIMAVERA

 

 

 

Il primo aprile , per quelli della mia generazione, ricorda l’arruolamento periodico che avveniva nel disciolto Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza e quindi , oltre a rammentare la gioventù , tale data rappresenta anche un giorno epocale allorquando il 1 aprile del 1981 si raggiunse il traguardo della completa democratizzazione della Polizia restituendo alla collettività un’istituzione più vicina alle istanze dei cittadini.

Da quel mio 1° aprile sono trascorsi quasi trent’anni mentre dal secondo si è appena girata la boa dei vent’anni , e quindi credo sia d’obbligo fornire un tracciato di quanto è stato fatto dall’allora “ movimento unitario dei poliziotti democratici “ agli attuali 24 sindacati esistenti .

La nascita di tutti questi sindacati sta a significare che non tutto ha funzionato per il giusto verso .

Queste divisioni e diaspore a chi sono servite ?

Chi le ha orchestrate ?

Che interesse avevano coloro che le hanno condotte in porto ?

E’ stato fatto solo per opinioni divergenti all’interno delle varie sigle nate di volta in volta, oppure c’è stato sempre qualcuno o qualcosa dietro ad ogni defezione ?

Come vediamo 20 anni sembrano trascorsi inutilmente in quanto ci troviamo sempre a combattere contro l’ Hydra , i muri di gomma e i “ grandi vecchi “ !

La natura del sospetto è insita in me avendo già vissuto la stagione dell’ostracismo da parte dei poteri forti sull’allora nascente legge di riforma della Polizia .

La legge 121/81 tra tutte le leggi varate dal Parlamento fu definita “ epocale “ sia per i contenuti sia per le innovazioni che avrebbe dovuto apportare per una maggiore sicurezza della collettività e di coordinamento tra le forze dell’ordine .

Ancora prima di essere approvata dietro le quinte c’era già chi remava contro preferendo una Polizia militarizzata alla pari dei Carabinieri perché , ieri come oggi , c’è più di qualcuno che è convinto che l’essere militare sia sinonimo di fedeltà e di cieca ubbidienza !

In questi vent’anni i tentativi di smantellare l’impianto della Legge 121/81 si sono susseguiti all’ordine del giorno , e guarda caso dove la destra ha sempre fallito c’è riuscito un Governo di centro sinistra approvando la Legge 78/2000 , affossando di fatto l’impianto originale della legge 121/81 che prevedeva un coordinamento reale nella nazione dalle 1000 polizie !

La legge di riforma della Polizia si incuneò verso il traguardo finale in un esatto periodo storico , che vide il calar della c.d. fase del “ tintinnar di sciabole “ e la nascita contestuale del piano di “ Rinascita Nazionale “ che aveva già posto gli uomini giusti nei gangli vitali della c.d. I^ Repubblica .

Mentre nel Corpo delle Guardie di P.S. si lottava per organizzare il “ movimento democratico dei poliziotti “ tendente a democratizzare e smilitarizzare la Polizia parallelamente , nel 1966 , due uomini come Freda e Ventura inviavano lettere anonime a 2000 militari , senza che i vertici militari né quelli politici obiettassero , annunciando la creazione di una struttura clandestina denominata “ nuclei difesa dello Stato “ costituita “ in seno alle forze armate “ e da “ militari di grande prestigio e autentica fedeltà “ con il compito “ di stroncare l’infezione prima che essa divenga mortale “ partecipando a una lotta vittoriosa contro la sovversione “ ( da Segreto di Stato )

Ecco forse una risposta all’ostracismo per il varo della legge di riforma della Pubblica Sicurezza e la continua diffidenza verso una futura Polizia “ civile “ e anche la spiegazione per cui molti poliziotti della prima ora vennero definiti “ inaffidabili “ e “ sovversivi “ dall’allora gerarchia militare e oserei dire sino ad oggi benché le stellette siano scomparse dai nostri baveri .

Forse è vero o forse no che rispetto a vent’anni fa ci sia più libertà di espressione e di parola , ma per quanto mi consta vedo notevoli passi indietro con una paurosa involuzione e una tremenda gerarchizzazione degli apparati tendente alla rimilitarizzazione latente della Polizia .

Si potrebbe continuare a lungo su questa analisi ma alla fine non vorrei che da ciò si traesse una chiave di lettura tutta negativa di ciò che è stata la legge 121/81 e trarne consequenzialmente un necrologio .

Quindi vorrei concludere con alcuni spunti dell’intervento fatto da Riccardo Ambrosini in occasione del II° Congresso Nazionale del SIULP del 1987 , che furono valutati con molta sufficienza da chi era intento solo a salire i gradini della scalata alla somma vetta non curandosi , ieri come oggi , della categoria che avrebbero dovuto rappresentare .

Dal momento che li ritengo ancora validi li ripropongo come spunto di riflessione per le giovani leve invitandole a meditare e a rivedere la nostra storia al fine di non concedere mai deleghe in bianco a chicchessia .””””””””

· Dobbiamo camminare sulla via maestra della costruzione dal basso di un sindacato capace di esprimere le sue scelte ;

· Il sindacato si trova in una situazione pericolosa di stallo politico e ideale, foriera di sconfitte politiche e tracolli organizzativi ; quattro punti sui quali si dovrebbe operare urgentemente e contemporaneamente per bloccare ed invertire questa tendenza negativa

· individuazione di riferimenti ideali e dei passaggi pratici per realizzarli;

· la piena applicazione della democrazia nel sindacato;

· la ridefinizione dei rapporti con i sindacati confederali ;

· il cambiamento del gruppo dirigente del SIULP ;

· Più libertà vuol dire più stato ! Errore gravissimo, compagni ed amici di CGIL-CISL-UIL, è stato quello che ha consentito che il movimento operaio fosse scacciato dalla sua centralità e costretto all’angolo della pura difesa economico-sociale , errore fatale non certo solo vostro ma anche vostro, che ha fatto subire alla classe operaia italiana la più grave sconfitta dopo quella degli anni ‘20 ;

· Oggi la riforma è saldamente nelle mani dell’Amministrazione, e il SIULP oscilla tra l’accomodamento e la puntata di piedi talvolta velleitaria ;

· Fino ad oggi la filosofia della riforma imposta dall’Amministrazione non ha incontrato seri ostacoli , perché anche il SIULP, di fatto , l’ha condivisa . Il sindacato ha contestato singole iniziative, agendo sempre di rimessa , sempre in modo subalterno.;

· L’attuale gruppo dirigente del nostro sindacato, al di là delle singole persone che lo compongono , si è rilevato complessivamente incapace di tenere una gestione “ alta “ , strategica, dinamica del sindacato , ha assimilato la parte peggiore della cultura politica del sindacalismo confederale, ha mantenuto un atteggiamento al tempo stesso subalterno e velleitario nei confronti dell’Amm.ne , ha insomma in larga parte sprecato e dissipato le energie del movimento ;

· Se si vuole potere perché dividerlo con gli altri ? Perché non averlo tutto portando dalla propria parte coloro che si oppongono ? Perché per convincere gli altri che non fanno parte della “ parrocchia “ ? Bisogna mettersi in gioco , avere idee , e le idee non nascono dal cervello di Giove , ma dal confronto pieno e concreto con le cose !

· Questa crisi sta conducendo alla frantumazione dei soggetti sociali, alla atomizzazione delle spinte e , perciò , allo stallo politico, ed è la premessa del caos e della svolta autoritaria ;

· E’ più comodo certo agire secondo copioni prestabiliti , senza imprevisti e sorprese, ma se continuiamo su questa strada , quello che non paghiamo in termini di fatica e di rischio , giorno dopo giorno , lo pagheremo tutto insieme , con gli interessi , prima o poi”””””””

Ben sappiamo che ogni stagione produce i suoi frutti , e per certi aspetti la legge 121/81 non è null’altro che un frutto di una determinata stagione che allo stato attuale sta attraversando il suo periodo autunnale con la perdita di foglie qua e la e si sta, forse , avvicinando anche al momento invernale , ma non sarà oggi e forse neanche domani ma prima o poi arriverà la primavera .

La natura con tutte le sue manifestazioni è ciclica e chi ha gioito durante i periodi autunnali ed invernali sappia che prima o poi una nuova primavera esploderà con tutta la sua magnificenza di colori , di germogli , di profumi ed il risveglio di tutto il creato .

E’ solo una questione di tempo ma la nuova primavera arriverà !

 

Aprile 2001

 

 

Massimiliano VALDANNINI

 

   

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