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Gennaio 2001 Riaprire il dibattito di Massimiliano Valdannini

Dettagli

 

 

 


LABORATORIO

Riaprire il dibattito

Grazie allo spazio concessoci come “Laboratorio per una Polizia Democratica” credo che sia giunto nuovamente il momento di riaprire un dibattito aperto sul futuro del sindacato in seno alla Polizia di Stato, coinvolgendo le giovani leve a prendere coscienza del lungo e periglioso percorso che li attende.

Dopo una lunga analisi degli accadimenti succedutisi nella Polizia di Stato nell’ultimo decennio, che peraltro era stata già messa in cantiere da Franco Fedeli e pochi altri, è giunto il momento che il “testimone”, del dialogo, analisi e riflessione, torni a passare di mano in mano con la speranza che le nuove generazioni ravvivino le spinte innovative che furono portate dal “Movimento dei Poliziotti Democratici” che oramai da troppo, tanto, tempo risultano terminate.

Dal libro di Riccardo Ambrosini mi permetto di estrapolare alcuni passaggi rilevati da un suo intervento al II Congresso Nazionale del Siulp nel 1987 e ritenendoli ancora validi per aprire una riflessione ed un dibattito costruttivo, tramite le pagine del “Laboratorio” invito tutti i colleghi sensibili all’argomento a volerci fornire un loro contributo, qualunque esso sia, per riconsegnare ai lavoratori di Polizia e alla collettività una vera Polizia Democratica per un paese migliore.

I punti su cui ritengo utile poter riflettere e dibattere sono:

- Dobbiamo camminare sulla via maestra della costruzione dal basso di un sindacato capace di esprimere le sue scelte;

- Il sindacato si trova in una situazione pericolosa di stallo politico e ideale, foriera di sconfitte politiche e tracolli organizzativi; quattro punti sui quali si dovrebbe operare urgentemente e contemporaneamente per bloccare ed invertire questa tendenza negativa: 1) individuazione di riferimenti ideali e dei passaggi pratici per realizzarli; 2) la piena applicazione della democrazia nel sindacato; 3) la ridefinizione dei rapporti con i sindacati confederali; 4) il cambiamento del gruppo dirigente del Siulp.

- Più libertà vuol dire più stato! Errore gravissimo, compagni ed amici di Cgil - Cisl - Uil, è stato quello che ha consentito che il movimento operaio fosse scacciato dalla sua centralità e costretto all’angolo della pura difesa economico-sociale, errore fatale non certo solo vostro ma anche nostro, che ha fatto subìre alla classe operaia italiana la più grave sconfitta dopo quella degli anni ’20.

- Oggi la riforma è saldamente nelle mani dell’Amministrazione, e il Siulp oscilla tra l’accomodamento e la puntata di piedi talvolta velleitaria.

- Fino ad oggi la filosofia della riforma imposta dall’Amministrazione non ha incontrato seri ostacoli, perché il Siulp, di fatto, l’ha condivisa. Il sindacato ha contestato singole iniziative, agendo sempre di rimessa, sempre in modo subalterno.

- L’attuale gruppo dirigente del nostro sindacato, al di là delle singole persone che lo compongono, si è rivelato complessivamente incapace di tenere una gestione ‘alta’, strategica, dinamica del sindacato, ha assimilato la parte peggiore della cultura politica del sindacalismo confederale, ha mantenuto un atteggiamento al tempo stesso subalterno e velleitario nei confronti dell’Amministrazione, ha insomma in larga parte sprecato e dissipato le energie del Movimento.

- Se si vuole potere perché dividerlo con gli altri? Perché non averlo tutto portando dalla propria parte coloro che si oppongono? Perché per convincere gli altri che non fanno parte della ‘parrocchia’? Bisogna mettersi in gioco, avere idee, e le idee non nascono dal cervello di Giove, ma dal confronto pieno e concreto con le cose!

- Questa crisi sta conducendo alla frantumazione dei soggetti sociali, alla atomizzazione delle spinte e, perciò, allo stallo politico, ed è la premessa del caos e della svolta autoritaria.

- È più comodo certo agire secondo copioni prestabiliti, senza imprevisti e sorprese, ma se continuiamo su questa strada, quello che non paghiamo in termini di fatica e di rischio, giorno dopo giorno, lo pagheremo tutto insieme, con gli interessi, prima o poi.

Mi auguro che questi spunti presi a prestito da Riccardo Ambrosini possano far riaprire un ampio dibattito tra quanti, al di là delle sigle sindacali o schieramenti ideologici, si sentano di fornire un contributo alla discussione tramite le colonne del “Laboratorio per una Polizia Democratica”, riappropriandoci di fatto di quegli spazi che ci fecero crescere come Movimento, epoca in cui tutti ebbero la possibilità di dire la loro senza censura e censori.

Ringrazio anticipatamente tutti quei colleghi che intenderanno ravvivare il dibattito.

Massimiliano Valdannini

 

   

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