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Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti

Dettagli

f  "Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento per l'armonizzazione all'assicurazione generale obbligatoria dei requisiti minimi di accesso al sistema pensionistico del personale del comparto difesa-sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico, nonché di categorie di personale iscritto presso l'INPS, l'ex-ENPALS e l'ex-INPDAP."

CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 18 giugno 2013
39.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Difesa (IV)
COMUNICATO
DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO
  Martedì 18 giugno 2013. — Presidenza del presidente Elio VITO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa, Gioacchino Alfano.
  La seduta comincia alle 14.25.
Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti.
9. Atto n.
(Rilievi alle Commissioni riunite I e XI).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del regolamento, e valutazione favorevole con rilievi).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto in oggetto, rinviato nella seduta del 4 giugno 2013.  
  Elio VITO, presidente, ricorda che il relatore, onorevole Rossi, nella seduta del 4 giugno ha presentato una proposta di rilievi che muove nella direzione di una valutazione contraria sul provvedimento. In attesa che il relatore possa sopraggiungere alla seduta odierna, segnala che successivamente, alla luce dei profili di particolare complessità emersi anche durante l'attività istruttoria e alla stregua di quanto avvenuto per il prosieguo dell'esame del connesso atto del 11, le Commissioni I e XI hanno chiesto e ottenuto dal Governo n. Governo un periodo di tempo più esteso per giungere alla deliberazione finale. È stato quindi fissato un nuovo termine nella giornata di mercoledì 19 giugno. Conseguentemente questa Commissione dovrà concludere il proprio lavoro entro la seduta odierna. Segnala che la V Commissione ha già formulato i rilievi di propria competenza sulle conseguenze di carattere finanziario recate dallo schema di regolamento in esame, valutando favorevolmente il provvedimento. Anticipa, infine, l'intenzione del relatore di presentare una nuova proposta di rilievi, che si riserva di diffondere non appena il relatore sarà presente alla seduta.
Il sottosegretario   Gioacchino ALFANO osserva che il contenuto della specificità non può essere ricondotto esclusivamente allo svolgimento da parte del personale militare di un'attività usurante, ma va più ampiamente inquadrato nella stessa struttura organizzativa dei Corpi militari che configura l'avanzamento come una necessità legata alla funzionalità operativa dei Corpi stessi. In tale contesto, la promozione, dunque, non potrebbe essere evitata in quanto risulta funzionale al servizio.
  Gian Piero SCANU (PD) rammenta che il gruppo del Partito Democratico aveva accolto le istanze che erano state presentate dal relatore e precisa che il voto favorevole del suo gruppo è strettamente connesso all'accoglimento di tali istanze nella prospettata nuova proposta di rilievi.
Ritiene, inoltre, che siano corrette le considerazioni svolte dal   sottosegretario Alfano e sottolinea come in passato siano state accantonate somme da destinare al riordino delle carriere e che poi sono state invece puntualmente distolte per affrontare le varie emergenze. Rileva, infine, che la proposta di rilievi debba essere coerente con quella sarà adottata per il provvedimento sull'armonizzazione.
  Michele PIRAS (SEL) concorda con le valutazioni espresse dal collega Scanu, sottolineando che simili interventi non facilitano la fuoriuscita dalla recessione che richiede invece una capacità di ascolto soprattutto delle esigenze dei giovani e delle famiglie monoreddito.
  Massimo ARTINI (M5S) ritiene necessario scongiurare interventi al ribasso che non consentono di incidere in modo sostanziale su un provvedimento cui la Commissione ha dedicato uno specifico sforzo di approfondimento e che è circondato da grande attenzione da parte del personale del Comparto.
  Domenico ROSSI (SCpI), relatore, presenta una nuova proposta di rilievi, che illustra.
  Michele PIRAS (SEL), Massimo ARTINI (M5S), Salvatore CICU (PdL), Gian Piero SCANU (PD) preannunciano il voto favorevole dei rispettivi gruppi sulla nuova proposta di rilievi testè formulata dal relatore.
Nessun altro chiedendo di intervenire,   la Commissione approva la nuova proposta di rilievi presentata dal relatore (vedi allegato 2).
ALLEGATO 2
Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi 9). stipendiali per i pubblici dipendenti (Atto n.
RILIEVI DELIBERATI DALLA COMMISSIONE
La IV Commissione Difesa,  
esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica    recante regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti 9), tra cui rientra il personale delle Forze armate, delle (atto n. Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
acquisiti gli elementi conoscitivi emersi delle audizioni informali del COCER-Interforze;   
rilevato che il suddetto schema, predisposto in attuazione    98, dell'articolo 16, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 111, recante convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2012, n. disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, proroga, fino al 31 dicembre 2014 anche le disposizioni previste dall'articolo 9, 78, convertito con comma 21, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 122, recante misure urgenti modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività, riguardanti il blocco dei meccanismi di progressione stipendiale dei pubblici dipendenti;
rilevato, altresì, che la norma sterilizza ai fini contrattuali gli    anni 2013 e 2014 ed annulla gli incrementi contrattuali eventualmente previsti a decorrere dall'anno 2011 per tutte le amministrazioni pubbliche; blocca gli incrementi dell'indennità di vacanza contrattuale prevedendone per il triennio contrattuale 2015-2017 il ricalcolo senza riassorbimento degli importi bloccati, autorizzando, infine, il Ministro dell'economia e delle finanze ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio;
73 del 21 marzo 2013 della Presidenza del richiamato il comunicato n.    Consiglio dei ministri, secondo cui la deliberazione dello schema di decreto in esame «consentirà al prossimo Governo di scegliere tra la proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali portando a termine la procedura del regolamento, come previsto dal 98 del 2011, oppure di trovare una diversa copertura e decreto-legge n. così evitare per il 2014 il blocco delle progressioni e degli automatismi retributivi nel pubblico impiego»;
   ritenendo che le misure di cui allo schema in titolo siano afflittive in modo specifico nei confronti del personale del Comparto difesa, sicurezza e soccorso in ragione del fatto che la struttura del relativo trattamento economico si basa più che per altri settori della Pubblica Amministrazione sul bilanciamento tra un rigoroso sistema gerarchico-funzionale, nel quale la progressione di carriera e l'anzianità di servizio sono componenti imprescindibili degli assetti organizzativi, dando luogo ad un inscindibile trinomio composto da anzianità, grado e retribuzione;
   derivando, pertanto, da tali misure un pregiudizio specifico per il Comparto sicurezza, difesa e soccorso ai fini della maturazione di alcuni istituti tipici e specifici, strettamente connessi alla valorizzazione dell'anzianità di servizio e alla correlata acquisizione di crescenti competenze professionali, nonché di più impegnative responsabilità di servizio, quali l'omogeneizzazione; l'assegno funzionale; il trattamento economico superiore correlato all'anzianità di servizio senza demerito, compresa quella nella qualifica o nel grado; gli incrementi stipendiali parametrali non connessi a promozioni; indennità operative non connesse a progressione in carriera; infine, progressioni di carriera comunque denominate con decorrenza giuridica dal 1o gennaio 2011, classi e scatti di stipendio, nonché meccanismi di adeguamento retributivo di cui 448 del 1998; all'articolo 24 della legge n.
osservato che il tetto salariale e la struttura del trattamento    economico del Comparto, basata oltre che su emolumenti anche su una larga parte accessoria, ostacola, di fatto, l'impiego del personale in delicate funzioni operative come, ad esempio, nella lotta alla criminalità, poiché, attesa la possibilità di remunerare solo parzialmente gli interventi stante il suddetto tetto, si procede, ove necessario, con recuperi compensativi che evidentemente riducono la disponibilità effettiva del personale per le attività operative stesse;
ribadito che l'intervento normativo in oggetto non appare adeguato    alle esigenze di un comparto, caratterizzato da estrema gerarchizzazione e dinamiche salariali legate al grado, nonché iniquo dal momento che richiede sacrifici economici solo a chi ha maturato l'adeguamento economico nel periodo di riferimento delle restrizioni e che provoca per chi assume responsabilità maggiori in funzione degli avanzamenti situazioni stipendiali peraltro inferiori a quelle dei sottoposti;
ritenuto, in generale, che lo schema in titolo non sia conforme al    principio di specificità, di cui all'articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n.183, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell'ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti;
richiamato il riconoscimento alle peculiarità del Comparto operato    78 del 2010 che, all'articolo 8, comma 11- dallo stesso decreto-legge n.bis, ha istituito un fondo di 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012 per il finanziamento di misure «perequative» (cosiddetti assegni una tantum) per il personale del Comparto sicurezza, difesa e soccorso interessato alle suindicate penalizzazioni, con la volontà espressa di sterilizzarne gli effetti nel triennio in questione;
richiamato l'incremento di 115 milioni per gli anni 2011, 2012 e 2013    di tale fondo, operato con il successivo decreto-legge 26 marzo 2011, 27, convertito con modificazioni nella legge 23 maggio 2011, n.74, n. recante misure urgenti per la corresponsione di assegni una tantum al personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sottraendo tale ammontare alle disponibilità assegnate per il riordino dei ruoli dall'articolo 3, comma 350; 155, della legge 24 dicembre 2003, n.
tenuto conto che comunque le risorse    accantonate garantivano solo il ristoro del 100 per cento del taglio 2011, del 46 per cento del taglio 2012 ed erano sufficienti a garantire solo il 16 per cento del taglio del 2013; che lo stesso 27 del 2011 ha anche previsto, all'articolo 1, comma 2, decreto-legge n. la possibilità di finanziamenti aggiuntivi al citato fondo da attingere ai risparmi delle missioni internazionali di pace e al Fondo unico di giustizia e che, per quanto riguarda il 2014, al momento, non vi sarebbe possibilità di alcun ristoro dei tagli ora previsti dallo schema di decreto del Presidente della Repubblica in esame;
sottolineato che i richiamati assegni    una tantum, avendo natura accessoria, non sono validi a fini pensionistici, né ai fini della buona uscita e nemmeno dell'adeguamento del trattamento economico eventuale ed accessorio;
8-00151, approvata dalla Commissione richiamata la risoluzione n.    Difesa della Camera dei deputati nella XVI Legislatura, che impegnava il Governo «ad escludere il Comparto sicurezza e difesa, per l'anno 2014, dalla possibilità di prorogare ulteriormente i tagli in questione, almeno con riferimento alla fattispecie del blocco degli effetti economici delle progressioni di carriera»;
richiamato altresì l'ordine del giorno G/2969/2/5 approvato l'8    novembre 2011 dalla Commissione Bilancio del Senato della Repubblica che impegnava il Governo, pur nell'ambito della difficile congiuntura economica e della finanza pubblica, a valutare l'opportunità di adottare con urgenza le opportune iniziative atte a «impegnare i relativi fondi iscritti nella tabella 8 per assicurare un'interpretazione dell'articolo 78 del 2010, nel senso che al 9, comma 21, del decreto-legge n. personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nel triennio 2012-2014 sia assicurata la corresponsione integrale dei trattamenti economici connessi con l'impiego (indennità operative, indennità pensionabile, indennità di trasferimento, assegno funzionale, assegno non pensionabile dirigenziale e indennità di missione), con l'effettiva presenza in servizio e con la maturazione dei requisiti di anzianità e merito»;
richiamata la giurisprudenza costituzionale che, in occasione di    precedenti deroghe temporanee ai meccanismi rivalutativi di adeguamento, disposte, in particolare, in occasione dell'altrettanto grave congiuntura economica del 1992, aveva affermato che «norme di tale natura possono ritenersi non lesive del principio di cui all'articolo 3 della Costituzione (sotto il duplice aspetto della non contrarietà sia al principio di uguaglianza sostanziale, sia a quello della non irragionevolezza), a condizione che i suddetti sacrifici siano eccezionali, transeunti, non arbitrari e consentanei allo scopo prefisso»;
78 del 2010 ha già segnalato che l'articolo 9 del decreto-legge n.    palesato evidenti profili di incostituzionalità dal momento che, con 223 del 2012, la Corte costituzionale ha escluso i sentenza n. magistrati dal taglio del trattamento economico, il contributo di solidarietà oltre i 90.000 euro e la modifica del metodo di calcolo del trattamento di fine servizio nel meno vantaggioso trattamento di fine rapporto, con ciò accentuando l'iniquità dell'articolo 9, anche in vista delle prevedibili ulteriori pronunce dell'alta Corte;
sottolineato che il personale del Comparto ha subito nel triennio di    blocco forti penalizzazioni salariali – da un minimo del 15 per cento e fino al 40 per cento in alcuni casi della retribuzione percepita – con insostenibili ripercussioni per buona parte dei diretti interessati, già colpiti dagli effetti indiretti dei «tagli lineari» apportati negli ultimi anni alle Amministrazioni dello Stato;
richiamato l'intervento alla Camera dei deputati del Presidente del    Consiglio dei ministri, Enrico Letta, lo scorso 27 marzo 2013, in cui è stato fatto espresso riferimento alla necessità di «dare effettiva concretezza al valore della specificità della professione svolta dal personale in divisa delle Forze armate e della Polizia, ed essendo, pertanto, determinante innanzitutto contemperare la nuova disciplina alle esigenze di funzionalità e di operatività che si richiedono al personale di tale comparto», con la necessità di scongiurare le misure oggetto di esame da cui deriverebbero gravissimi effetti in termini di demotivazione del personale con probabili effetti sulla sostenibilità degli standard di sicurezza per i cittadini;
rilevato, infine, che dalla relazione illustrativa che accompagna lo    schema di decreto in titolo risulta che i risparmi lordi che deriverebbero dalla proroga delle disposizioni attinenti le progressioni di carriera sarebbero stimati in termini preventivi in appena 160 milioni di euro per tutto il settore pubblico e che tale somma sarebbe comunque da disaggregare tra le diverse Amministrazioni interessate individuando la quota parte delle Forze armate, delle Forze di Polizia e del Corpo dei Vigili del Fuoco;
considerata sia la esiguità degli oneri preventivamente stimabili per    il Comparto, sia la possibilità di recuperare le risorse necessarie per escludere il comparto dal provvedimento in questione, al di là della possibilità di ricorrere al FUG per le Forze di polizia, nell'ordine ricorrendo alle modalità di copertura già richiamate, di cui 27 del 2011; oppure, nel all'articolo l, comma 2, del decreto-legge n. caso in cui le risorse non siano sufficienti, verificando se tale ammontare non possa essere coperto con l'accantonamento per il 2014 350 del delle risorse di cui all'articolo 3, comma 155, della legge n. 2003, oppure nell'ambito del bilancio ordinario delle singole Amministrazioni, scongiurando modalità sperequative per il Comparto in questione anche con riferimento ad eventuali riflessi di natura pensionistica,
delibera di esprimere il seguente rilievo   
   le Commissioni di merito valutino quale esigenza primaria lo stralcio del Comparto difesa, sicurezza e soccorso dal provvedimento in questione, riconoscendo agli operatori del Comparto stesso la condizione di specificità prevista dalle norme in vigore, obiettivo che può essere perseguito attivando una specifica concertazione in materia con le Amministrazioni e gli organismi rappresentativi del personale stante la possibilità di reperire le necessarie risorse attraverso il «Fondo unico giustizia», attingendo ai risparmi derivanti dalle missioni internazionali e alle risorse disponibili per le spese obbligatorie sui bilanci delle Amministrazioni, 27 del 2011, e dando indirizzi di cui al comma 3, del decreto-legge n. diversi a risorse già allocate per il personale.
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Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento per l'armonizzazione all'assicurazione generale obbligatoria dei requisiti minimi di accesso al sistema pensionistico del personale del comparto difesa-sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico, nonché di categorie di personale iscritto presso l'INPS, l'ex-ENPALS e l'ex-INPDAP.
11. Atto n.
(Rilievi alla XI Commissione).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del regolamento e deliberazione di rilievi).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreti in oggetto, rinviato nella seduta del 28 giugno 2013.  
  Elio VITO, presidente, ricorda che sul provvedimento in titolo è stato svolto un ampio ciclo di audizioni informali, sia davanti alle Commissioni di merito della Camera e del Senato, sia davanti a questa Commissione.
Rammenta, altresì, che alla luce dei profili di particolare   complessità emersi anche durante tale attività istruttoria, la Commissione Lavoro della Camera ha chiesto al Governo di concedere alle Commissioni – come già avvenuto per il prosieguo dell'esame del connesso 9, in materia di blocco della contrattazione e atto del Governo n. degli automatismi stipendiali nel settore del pubblico impiego – un periodo di tempo supplementare per effettuare i necessari approfondimenti. Si è, quindi, convenuto di fissare anche in questo caso un nuovo termine, la cui scadenza è stata stabilita al 19 giugno. Peraltro, il Governo, nell'accogliere positivamente la richiesta di rinvio in ragione della speciale delicatezza della materia, ha confermato di ritenere prioritario acquisire l'orientamento del Parlamento e si è impegnato a non procedere alla definitiva emanazione del provvedimento in esame prima del nuovo termine. Segnala, infine, che la Commissione bilancio, lo scorso 12 giugno, ha formulato i rilievi di propria competenza sulle conseguenze di carattere finanziario recate dallo schema di regolamento in esame, valutando favorevolmente il provvedimento.
  Salvatore CICU (PdL), relatore, ricorda che nella seduta dedicata all'introduzione dell'esame del provvedimento aveva avanzato alcune osservazioni critiche fondate su un aspetto che ritiene centrale della questione: verificare, cioè, se le misure di armonizzazione all'assicurazione generale dei requisiti minimi di accesso al sistema pensionistico del personale del comparto difesa e sicurezza risultassero compatibili con l'attuale modello di difesa.
Alla luce del dibattito svolto e di quanto emerso nel corso   dell'attività conoscitiva richiamata anche dal presidente, presenta, dunque, una proposta di rilievi volta ad espungere dal provvedimento in esame le norme relative al personale del comparto difesa e sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico (vedi allegato 3).
  Gian Piero SCANU (PD) esprime condivisione per la proposta di rilievi testé illustrata dal relatore. Tuttavia, ritiene che sia necessario svolgere alcune considerazioni con riguardo alla ratio sottostante alla richiesta di stralcio. Il provvedimento in oggetto, infatti, si presenta strettamente connesso ad un altro schema di decreto attualmente all'esame del Parlamento, vale a dire quello relativo alla proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti. Ritiene che i due provvedimenti non possano essere valutati separatamente e che ragioni di coerenza non rendano praticabile l'ipotesi che la Commissione e il Governo possano sui due atti assumere posizioni diverse. Ancora una volta, dunque, sottolinea come il gruppo del Partito Democratico chieda con forza di mantenere fino in fondo posizioni coerenti.
  Michele PIRAS (SEL) si associa alle ultime considerazioni svolte dall'onorevole Scanu e dichiara un voto favorevole sulla proposta di rilievi del relatore. Precisa, tuttavia, che la posizione fortemente contraria al provvedimento da parte del proprio gruppo trova giustificazione non solo nelle ragioni di tutela della specificità già rilevate da altri colleghi, bensì anche nel fatto che occorre superare la convinzione che tali misure di politica anticiclica possano servire ad affrontare i problemi della attuale crisi economica e che occorre una riconsiderazione complessiva della cosiddetta «riforma Fornero».
  Vincenzo D'ARIENZO (PD) ritiene che con la proposta di rilievi formulata possa consentire alla Commissione di valorizzare a pieno il proprio ruolo e di rispondere alla grande attesa che le Forze armate e quelle di polizia hanno a più riprese manifestato in ragione del fatto che il Comparto difesa e sicurezza mostra di soffrire maggiormente le problematiche legate alla crisi economica proprio a causa della specificità. L'attività conoscitiva svolta ha permesso, infatti, di evidenziare una forte avversità delle rappresentanze militari alle misure proposte nel provvedimento per cui, nel valutare favorevolmente la proposta di rilievi del relatore, auspica che lo stesso approccio che ha caratterizzato il lavoro della Commissione sull'atto possa essere riproposto anche quando all'esame della Commissione vi saranno tematiche afferenti non tanto agli aspetti economici e previdenziali, quanto alle questioni relative ai diritti e doveri del personale.
  Massimo ARTINI (M5S) preannuncia un voto favorevole sulla proposta di rilievi, sottolineando come il dibattito abbia evidenziato una volontà dell'intera Commissione, di cui auspica che il Governo prenda atto.
  Marco MARCOLIN (LNA) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo, osservando come la proposta di rilievi formulata si muova nell'ambito del percorso delineato nella riforma dello strumento militare, il cui avvio valuta con favore.
  Francesco Saverio GAROFANI (PD) ritiene che per rafforzare la proposta del relatore possa essere utilmente trasformato in un rilievo il punto della premessa relativo alla considerazione unitaria degli interventi attinenti alla revisione dello strumento militare, all'armonizzazione dei sistemi pensionistici e alla materia stipendiale.
  Salvatore CICU (PdL), relatore, ritiene condivisibile la richiesta avanzata dall'onorevole Garofani.
  Il sottosegretario Gioacchino ALFANO (PdL) esprime la posizione favorevole del Governo sulla proposta di rilievi. La convinzione dell'Esecutivo è, infatti, quella di realizzare pienamente la riforma, che giudica utile ed importante. Manifesta, inoltre, la disponibilità del Governo ad istituire tavoli tecnici per affrontare con le rappresentanze militari le principali questioni, fermo restando l'obiettivo prioritario di assicurare tempi certi.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di rilievi così come riformulata dal relatore (  vedi allegato 4).
  La seduta termina alle 15.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15 alle 15.05.  
ALLEGATO 4
Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento per l'armonizzazione all'assicurazione generale obbligatoria dei requisiti minimi di accesso al sistema pensionistico del personale del comparto difesa-sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico, nonché di categorie di personale iscritto presso l'INPS, l'ex-ENPALS e 11). l'ex-INPDAP (Atto n.
RILIEVI DELIBERATI DALLA COMMISSIONE
La IV Commissione (Difesa),  
esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica    recante regolamento per l'armonizzazione all'assicurazione generale obbligatoria dei requisiti minimi di accesso al sistema pensionistico del personale del comparto difesa-sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico, nonché di categorie di personale iscritto 11); presso l'INPS, l'ex-ENPALS e l'ex-INPDAP (atto n.
rilevato che lo schema di decreto in esame è stato adottato dal    Governo in attuazione dell'articolo 24, comma 18, del decreto legge 6 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, recante Disposizioni urgenti per la crescita, dicembre 2011, n. l'equità e il consolidamento dei conti pubblici (il cosiddetto provvedimento «salva Italia»), che ha autorizzato il Governo ad adottare un apposito regolamento di delegificazione allo scopo di «assicurare un processo di incremento dei requisiti minimi di accesso al pensionamento anche ai regimi pensionistici e alle gestioni pensionistiche per cui siano previsti requisiti diversi da quelli vigenti nell'assicurazione generale obbligatoria» attraverso misure che tengano, tuttavia, conto «delle obiettive peculiarità ed esigenze dei settori di attività, nonché dei rispettivi ordinamenti»;
considerato che il principio di specificità della professione    militare rappresenta un principio generale del nostro ordinamento 183 del 2010 ha giuridico in quanto l'articolo 19 della legge n. espressamente riconosciuto la specificità del ruolo delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad esse appartenente, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell'ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti;
rilevato che nel discorso programmatico svolto alle Camere il 29    aprile 2013 – e sulla base del quale il Governo ha ottenuto la fiducia dal Parlamento – il Presidente del Consiglio dei ministri, oltre a sottolineare l'unicità della professionalità degli appartenenti alle Forze armate nell'espletamento delle proprie funzioni, ha manifestato la necessità di dare effettiva concretezza al valore della specificità della professione svolta dal personale in divisa delle Forze armate e della Polizia;
osservato che anche il Ministro della difesa nel corso delle sue    comunicazioni alle Commissioni riunite di Camera e Senato sulle linee programmatiche del Dicastero ha ribadito di considerare come fondamentale il riconoscimento pieno Pag. 89della specificità della professione militare, valorizzando al meglio tale condizione e tutelando con priorità quel personale dei gradi inferiori che sta maggiormente sopportando gli effetti delle recenti misure di contenimento della spesa;
considerato, altresì, che al medesimo principio di specificità hanno    fatto riferimento i numerosi atti di indirizzo che, nella XVI legislatura, sono stati approvati dalla Camera e dal Senato su questa materia;
rilevato che nel corso delle audizioni informali svolte dalla    Commissione difesa della Camera sul provvedimento in esame sono emerse da parte di tutti i soggetti auditi forti perplessità sul nuovo trattamento pensionistico delineato dallo schema di regolamento in esame in quanto fortemente oneroso per gli appartenenti al Comparto difesa sicurezza e soccorso pubblico e non del tutto compatibile con le delicatissime funzioni che il personale appartenente ai richiamati comparti è chiamato a svolgere per la tutela delle istituzioni democratiche e la difesa dell'ordine e della sicurezza interna ed esterna del Paese;
osservato, altresì, che i tagli al bilancio della difesa, conseguenti    ai recenti provvedimenti di revisione della spesa pubblica, hanno inciso profondamente sul settore della difesa, non solo riducendo le risorse destinate allo strumento militare, ma anche limitando riconoscimenti economici al personale impiegato in questo delicato settore, eventuali progressioni di carriera e nuovi arruolamenti;
ritenuto, pertanto, necessario coordinare il processo di    armonizzazione con la revisione in atto dei ruoli per le carriere, prevedendo tra l'altro un sistema di previdenza complementare,
delibera di esprimere i seguenti rilievi:   
   si provveda ad espungere dal provvedimento in esame le norme di cui al Capo II (artt. 2-5), relative al personale del Comparto difesa-sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico;
   si valuti l'opportunità di considerare forme pensionistiche complementari per il comparto in questione, soprattutto a tutela del personale più giovane, nell'auspicio complessivo che si proceda senza indugio al riordino dei ruoli e delle carriere nel quadro del processo in atto di revisione dello strumento militare;
si valuti, infine, la necessità di    considerare in modo unitario degli interventi attinenti alla revisione dello strumento militare, all'armonizzazione dei sistemi pensionistici e alla materia stipendiale, in modo da conciliare l'esigenza di funzionalità con quella di risparmio e risanamento finanziario

   

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