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E se la colpa fosse degli operatori della sicurezza? – di Giovanni Barrale

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Riceviamo da Ficiesse e pubblichiamo

E se la colpa fosse degli operatori della sicurezza? – di Giovanni Barrale
 
 
Cari ficiessini e simpatizzanti, assisto inerme all’accanimento con cui i “tecnici” sconvolgono la nostra  esistenza calpestando giornalmente i nostri diritti e cerco di dare e di darmi una giustificazione per tutto ciò. Mi urlo persino negli orecchi che stanno facendo la cosa giusta ma, scusatemi, non ce la faccio. Malgrado io sia un leale servitore dello Stato, non riesco ad accettare tutto ciò. Leggo il giornale, uno qualunque (che dicono peraltro tutti la stessa cosa), ascolto il TG e sinceramente non riesco a capire come in questo generale “magna– magna”, in questo scempio della cosa pubblica, dove una classe dirigente, a mio avviso incompetente ed incapace, con retribuzioni che fanno invidia persino al mitico re Mida, sembra brancolare nel buio sperando in un miracolo che possa ispirarle qualche soluzione per tirare a campare ancora per un po’, e nel frattempo, sicura di aver fatto il massimo, continua a gozzovigliare tra sprechi e ruberie, come raccontano peraltro tutti i mezzi di comunicazione, possa pensare che l’unica soluzione sia continuare a togliere alla povera e brava gente.
 
In tutto ciò, in un paese dove si continua a morire di malasanità e dove la popolazione fa sempre più fatica a raggiungere la fine del mese, l’unico tentativo dell’elite che si è assunta l’onere e l’onore di salvare questo Paese consiste quindi nel “picchiare duro” sui dipendenti, non importa se pubblici o privati basta che paghino e subito. Meglio pubblici, tuttavia, perché con questa grande opera riformatrice del governo Monti e dei geni che lo hanno preceduto, dipendenti privati non ce ne sono più. In realtà stanno sparendo anche le aziende che in passato li avevano assunti e così non resta altro, come nelle pagine del Manzoni, di dare la caccia all’untore!!! Colpiamo lui! E’ lui la causa dei nostri problemi. Il dipendente pubblico, il poliziotto , l’odiato Finanziere, chi altri?
 
Dal rettore della Bocconi e dai suoi compagni d’arme sinceramente mi aspettavo di più. Sono un ottimista di natura e pensavo che in pochi mesi avrebbero rimesso in marcia, verso il futuro, la nostra amata Italia. Sono un ottimista, lo so, ed a volte esagero persino nel sognare. Tuttavia, questo disastro, prof. Monti, sinceramente non se  lo aspettava nemmeno il più pessimista tra noi.
 
Vedere calpestare i diritti di un operatore della sicurezza e di un soldato questo è veramente troppo. Ficiessini avete ascoltato i discorsi dei leader degli altri paesi che come noi affrontano la crisi? Tutti cercano di tagliare gli sprechi in maniera drastica, nessuno è contro il popolo. I discorsi del presidente francese piuttosto che del leader islandese o la presidente argentina, solo per citarne alcuni.
 
Ed in Italia? Nulla! Solo caccia all’untore, secondo la più bieca tradizione reazionaria pre-rivoluzionaria che portò ai fasti del 1789/91.
 
La ministro Fornero, dopo le lacrime versate per noi e per tutti, presenta una riforma delle pensioni. La chiamano con un eufemismo "armonizzazione", per rendere la pillola meno amara. Questa riforma sembra uscita direttamente da un film horror. E’ stata partorita senza neppure cercare il confronto con le parti sociali, con i miserabili coinvolti che la dovranno subire. Sì, miserabili, perché a questo la nostra elite vuole ridurci, a dei miserabili senza futuro, tra l’altro, nella parte più difficile e dura della vita: la vecchiaia! Mentre loro, al contrario, i nostri grandi tecnici, sguazzano sereni e felici grazie alle pensioni faraoniche che si sono guardati bene dal ridurre. Le loro sì, meritate!!! Una riforma fatta, come dicevo, senza ascoltare nessuno, noi siamo il male e, pertanto, cosa possono portare le nostre suppliche se non altri guai?
 
Il 23 ottobre, le forze dell’ordine e i militari gridano la loro rabbia come possono, comunque nel rispetto delle leggi, ed il professor Monti li riceve, li comprende, dice loro che rifletterà , ma senza promettere nulla, ci mancherebbe altro. Era la sera del 23 ottobre. Il 24 viene riproposto il progetto che porta la data del 18 ottobre. Ci avranno pensato bene, potrebbe dire qualcuno ma noi non lo diciamo, ne prendiamo atto in silenzio.
 
Mi sento preso in giro, ma poi rifletto, sono un soldato. Ho giurato fedeltà a questo Stato e non può essere che quelli descritti sopra siano i suoi rappresentanti, se li chiamano tecnici, politici o alti dirigenti ci sarà pure una ragione. No, non può essere. Ed allora concludo che ha ragione lei, prof. Monti, la mia visione è partigiana e non è corretta. Ci affami pure, dunque, se solo così è in grado di pensare che si possa salvare la mia Patria. Io non sono d’accordo, non mi ritengo responsabile, infatti, dello scempio e del degrado economico e morale in cui è stata trascinata l’Italia. Ma se lei ed i suoi tecnici la pensate così, se siamo effettivamente noi i privilegiati di questa nazione malata, faccia pure, professore. Noi non la tradiremo perché abbiamo giurato fedeltà ad uno Stato che ci ha già tradito più volte.
 
Ma è proprio convinto che il Paese sia disposto, ancora per molto, a tollerare tutto ciò? Non viviamo più nel medioevo, il popolo ha conquistato, anche con il sangue, oltre che con la fatica ed il sudore dei diritti a cui non vuole rinunciare e non ci sta a sentirli chiamare privilegi da una classe dirigente miope ed incapace. La gente comincia a scendere in piazza per protestare e manifestare la propria rabbia.
 
Ma state tranquilli, come sempre, vegliamo noi sul vostro sonno, in Italia e all’estero.
 
 
GIOVANNI BARRALE
Segretario Ficiesse di Reggio Emilia
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