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Chi circola con una bomboletta urticante al peperoncino commette un reato perché porta con sé uno strumento atto ad offendere e rischia la condanna al pagamento di una ammenda di 120 euro.

Dettagli


Corte di Cassazione Sez. Prima Pen. - Sent. del 25.01.2012, n. 3116
Ritenuto in fatto
Con sentenza in data 6.10.2010 il Tribunale di Verona dichiarava C. E. responsabile del reato di cui all’art. 4/2 legge 110/1975 - così derubricato il delitto contestato di cui agli artt. 4 e 7 della legge 895/1967 - per avere illegalmente portato in luogo pubblico una bomboletta contenente spray urticante della capienza di ml 50, marca P., reato commesso in data 2.5.2008, condannando la predetta alla pena di euro 120,00 di ammenda, con il beneficio della non menzione della condanna nel certificato penale.
Osservava il Tribunale che la bomboletta che l’imputata teneva in tasca non conteneva gas lacrimogeni o irritanti, bensì una composizione vegetale come l’oleoresin capsicum che è un estratto di piante di pepe o peperoncino il cui agente attivo contenuto, la capsicina, è responsabile del sapore piccante e delle proprietà irritanti.
Pertanto il contenuto non era costituito da gas costituenti aggressivi chimici, di cui alla legge 895/67, non avendo tra l’altro la capacità di offendere che caratterizza detti aggressivi. Riteneva, quindi, di qualificare la bomboletta nel reato previsto dall’art. 4 legge110/1975 come uno strumento utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l’offesa alla persona, il cui porto fuori dell’abitazione è vietato senza giustificato motivo.
Avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione la Procura generale di Venezia, chiedendone l’annullamento per illegittima riqualificazione del fatto nella suddetta contravvenzione.
Secondo il ricorrente, doveva essere considerato aggressivo chimico il contenuto il lacrirnogeno paralizzante o urticante delle bombolette in questione, secondo il maggioritario filone interpretativo della Corte di Cassazione.
Anche il prodotto ottenuto da peperoncino (capsicum) doveva essere considerato un preparato chimico ricavato da un procedimento chimico, provocando sensazioni dolorose estremamente forti nelle persone colpite dal gas contenuto nella bomboletta in questione, come attestato dallo stesso costruttore.
Anche la Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi era pervenuta, per siffatti strumenti, di regola alla assimilazione degli stessi alle armi e non era stato ancora emanato il regolamento del Ministro dell’Interno che avrebbe dovuto definire le caratteristiche tecniche degli strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale a base di oleoresin capsicum e che non abbiano l’attitudine a recare offesa alla persona.
Considerato in diritto
Il ricorso è infondato.
Deve senz’altro escludersi che la bomboletta in questione, contenente spray urticante a base di peperoncino, possa essere ricompresa nelle armi da guerra o tipo guerra, per assoluta mancanza delle caratteristiche indicate nell’art. 1 della legge 110/1975, che si riferisce, con riguardo a contenitori di gas, solo ad aggressivi chimici, biologici e radioattivi dotati di una spiccata potenzialità di offesa.
L’art. 2 della citata legge considera armi comuni da sparo anche quelle ad emissione di gas, salvo che la commissione consultiva di cui all’art. 6 della stessa legge, escluda l’attitudine a reca re offesa alla persona.
La giurisprudenza di questa Corte ha ritenuto che rientrassero nelle armi comuni da sparo sia le bombolette spray contenenti gas lacrimogeno (V. Sez. 1 sent. 21932 del 9.6.2006, Rv. 234697) sia quelle contenenti gas paralizzanti (V. Sez. 1 sent. n. 1300 del 10.11.1993, Rv. 197244).
Bombolette spray contenenti sostanze urticanti sono state considerate aggressivi chimici, quando dette sostanze erano risultate idonee in concreto a compromettere, anche in via temporanea, l’integrità dell’organismo umano (V. Sez. 1 sent. 6106 del 13.1.2009, Rv. 243349).
Per quanto riguarda bombolette contenenti la sostanza in questione (oleoresin capsicum) è intervenuto in data 12.5.2011 (in data successiva al ricorso della Procura generale di Venezia) il Regolamento del Ministero dell’Interno con il quale sono state definite quali caratteristiche tecniche devono possedere gli strumenti di autodifesa che nebulizzano il principio attivo naturale a base di detta sostanza per escludere l’attitudine a recare offesa alla persona.
La bomboletta in questione, all’epoca del fatto in libera vendita, conteneva solo la suddetta sostanza irritante, non miscelata ad altre sostanze (infiammabili, corrosive, tossiche , cancerogene o aggressivi chimici) che avrebbero fatto rientrare la bomboletta in questione nelle armi comuni da sparo né risulta che avesse altre sostanziali caratteristiche tecniche in difformità di quanto previsto dal citato Regolamento.
Pertanto il ricorso deve essere rigettato.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso.
 
Depositata in Cancelleria il 25.01.2012
Ministero dell'Interno - Decreto 12 maggio 2011, n. 103
 
Regolamento concernente la definizione delle caratteristiche tecniche degli strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale a base di Oleoresin Capsicum e che non abbiano attitudine a recare offesa alla persona, in attuazione dell'articolo 3, comma 32, della legge n. 94/2009. (11G0142)
 
(GU n. 157 del 8-7-2011)
 
IL MINISTRO DELL'INTERNO
 
di concerto con
 
IL MINISTRO DELLA SALUTE
 
Visto il regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, recante l'approvazione del testo definitivo del Codice Penale;
 
Visto il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante l'approvazione del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, di seguito denominato T.U.L.P.S.;
 
Visto il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, con il quale e' stato approvato il regolamento di esecuzione del menzionato Testo Unico, di seguito denominato Regolamento di esecuzione;
 
Vista la legge 18 aprile 1975, n. 110, recante le norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi;
 
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, recante
«attuazione della direttiva n. 92/32/CEE, concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose», e successive modificazioni;
 
Visto il decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65, recante «Attuazione delle direttive 1999/45/CE e 2001/60/CE, relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi» e successive modificazioni;
 
Visto il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante il Codice del consumo;
 
Visto il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica ed abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006;
 
Vista la legge 15 luglio 2009, n. 94, recante «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica», ed in particolare l'articolo 3, comma 32, ai sensi del quale e' prevista l'emanazione da parte del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di un regolamento con il quale vengano stabilite le caratteristiche tecniche degli strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale a base di Oleoresin Capsicum e che non abbiano attitudine a recare offesa alla persona;
 
Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
 
Visto l'articolo 2, comma 1, numero 13), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, come modificato dall'articolo 1, comma 2, della legge 13 novembre 2009, n. 172, recante «Istituzione del Ministero della salute e incremento del numero complessivo dei Sottosegretari di Stato»;
 
Acquisiti i pareri della Commissione Consultiva Centrale per il controllo delle armi nelle sedute del 15 settembre e del 20 ottobre 2009; Visti i pareri dell'Istituto superiore di Sanita' del 20 e 26 aprile 2010;
 
Data informazione alla Commissione Europea ai sensi della Direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998, recepita dal decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427, di modifica della legge 21 giugno 1986, n. 317;
 
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione consultiva per gli Atti Normativi nell'Adunanza del 27 gennaio 2011;
 
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
 
Adotta il seguente regolamento:
 
Art. 1
 
1. Gli strumenti di autodifesa di cui all'articolo 2, comma 3, della legge 18 aprile 1975, n. 110, in grado di nebulizzare una miscela irritante a base di oleoresin capsicum e che non hanno attitudine a recare offesa alle persone, devono avere le seguenti caratteristiche: a) contenere una miscela non superiore a 20 ml;
b) contenere una percentuale di oleoresin capsicum disciolto non superiore al 10 per cento, con una concentrazione massima di capsaicina e capsaicinoidi totali pari al 2,5 per cento; c) la miscela erogata dal prodotto non deve contenere sostanze infiammabili, corrosive, tossiche, cancerogene o aggressivi chimici; d) essere sigillati all'atto della vendita e muniti di un sistema di sicurezza contro l'attivazione accidentale; e) avere una gittata utile non superiore a tre metri.
 
2. Tutti gli strumenti di autodifesa di seguito denominati prodotti non conformi alle caratteristiche tecniche di cui al comma 1 rimangono disciplinati dalla normativa in materia di armi.
 
Art. 2
 
1. Sui prodotti di cui all'articolo 1 importati o immessi sul territorio nazionale devono essere riportate, in lingua italiana visibile e leggibile, le seguenti indicazioni: a) denominazione legale o merceologica del prodotto; b) il divieto di vendita ai minori degli anni 16.
 
2. La confezione dei prodotti di cui al comma 1 deve riportare:
a) nome o ragione sociale o marchio e la sede legale del produttore, ovvero, se prodotti all'estero, dell'importatore; b) i materiali impiegati ed i metodi di lavorazione, la quantita' di miscela e tutte le sue componenti; c) le istruzioni, le precauzioni d'uso e l'indicazione che l'uso dei prodotti e' consentito solo per sottrarsi a una minaccia o a una aggressione che ponga in pericolo la propria incolumita'; d) in etichetta, almeno il simbolo di pericolo Xi e l'avvertenza «irritante».
 
3. Le indicazioni di cui al comma 2, lettere a) e c), possono essere contenute in un foglio illustrativo inserito nella confezione dei prodotti.
 
4. Per l'etichettatura dei prodotti di cui all'articolo 1 si applicano le disposizioni contenute negli articoli 11 e 12 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 che disciplina pure la sicurezza degli stessi prodotti.
 
Art. 3
 
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano decorsi sei mesi dalla data di pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale. Nel predetto periodo continuano ad applicarsi le norme precedentemente vigenti.
 
Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
 
Roma, 12 maggio 2011.
 
Il Ministro dell'interno: Maroni
Il Ministro della salute: Fazio
 
Visto, il Guardasigilli: Alfano
 
Registrato alla Corte dei conti il 14 giugno 2011.
 

   

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