ricerca: studio Mario Negri, proteina guarisce l'alzheimer nei topi

Dettagli
Categoria: Salute e Sicurezza del Lavoro
Creato Mercoledì, 09 Novembre 2011 19:07
Visite: 2131

ricerca: studio Mario Negri, proteina guarisce l'alzheimer nei topi =
PRIMO TEST DI SUCCESSO, ANNULLATI I DEFICIT COGNITIVI

Milano, 9 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Dalla ricerca
italiana una speranza di cura per l'Alzheimer, la forma piu' comune di
demenza che solo in Italia colpisce circa 600 mila persone. Per la
prima volta - in uno studio pubblicato sul' Journal of Biological
Chemistry' - un gruppo di scienziati dell'Istituto Mario Negri di
Milano e' riuscito a guarire un topo con Alzheimer somministrando
all'animale una proteina che inibisce l'enzima JNK, chiave
nell'origine e nella progressione della patologia.

"Il trattamento cronico con l'inibitore specifico D-JNKI1,
somministrato in una fase conclamata della malattia - spiega Tiziana
Borsello, a capo di un laboratorio del Dipartimento di neuroscienze
del Mario Negri - e' stato in grado di annullare completamente i
deficit cognitivi (perdita di memoria) e le alterazioni
elettrofisiologiche caratteristiche dell'Alzheimer (mal funzionamento
dei neuroni dell'ippocampo), senza effetti collaterali rilevanti".
Secondo la ricercatrice, "il trattamento effettuato sui topi col
peptide inibitore ha notevolissime implicazioni cliniche e apre nuove
speranze per lo sviluppo di farmaci in grado di curare la malattia di
Alzheimer". (segue)

(Red-Opa/Zn/Adnkronos)
09-NOV-11 16:11

NNNN
RICERCA: STUDIO MARIO NEGRI, PROTEINA GUARISCE L'ALZHEIMER NEI TOPI (2) =
GLI SCIENZIATI, ENZIMA JNK BERSAGLIO CHIAVE PER SVILUPPO NUOVI
FARMACI

(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Inizialmente - spiega in una nota
dell'Istituto diretto dal farmacologo Silvio Garattini - Borsello e
colleghi hanno evidenziato il ruolo chiave dell'enzima JNK,
dimostrando il suo coinvolgimento nella generazione e nella
progressione del Alzheimer. JNK agisce infatti su due proteine alla
base della neurodegenerazione cellulare: l'amiloide responsabile della
formazione delle specie neurotossiche (frammenti di beta-amiloide) da
cui derivano le placche caratteristiche della patologia, e la proteina
Tau responsabile dei grovigli neurofibrillari anch'essi tipici della
malattia.

"Partendo da questa scoperta - afferma Borsello, responsabile
del Laboratorio di morte neuronale e neuroprotezione del Mario Negri -
abbiamo quindi messo a punto e somministrato il primo trattamento
cronico con un peptide inibitore di JNK su un topo affetto da
Alzheimer. L'inibitore specifico utilizzato, il D-JNKI1, si e'
dimostrato in grado di prevenire l'azione dell'enzima JNK su entrambi
i markers". La terapia cronica con D-JNKI1 ha cosi' cancellato i
sintomi neurologici dell'Alzheimer. Inoltre, ha permesso di ridurre in
modo significativo la produzione di oligomeri di beta-amiloide, il
deposito di placche senili nel cervello e la fosforilazione della
proteina Tau, ossia il meccanismo all'origine dei grovigli
neurofibrillari patologici.

In altre parole, concludono gli esperti del Mario Negri, "il
trattamento messo a punto conferma l'importanza dell'enzima JNK nello
sviluppo dell'Alzheimer e la sua conseguente centralita' nella lotta
contro la malattia". Per gli studi di elettrofisiologia, con
l'Istituto milanese ha collaborato il gruppo di Paolo Calabresi,
direttore della Clinica neurologica dell'universita' degli Studi di
Perugia e del Laboratorio di elettrofisiologia dell'Irccs Fondazione
Santa Lucia di Roma. (segue)

(Red-Opa/Ct/Adnkronos)
09-NOV-11 17:13

NNNN
RICERCA: STUDIO MARIO NEGRI, PROTEINA GUARISCE L'ALZHEIMER NEI TOPI (3) =
12 DICEMBRE ALLA SCALA CONCERTO BENEFICO PER COMITATO
NEGRI-WEIZMANN

(Adnkronos/Adnkronos Salute) - "L'Alzheimer e' oggi la quinta
causa di morte nella popolazione anziana - evidenzia l'Istituto Mario
Negri - ed e' al terzo posto, dopo le cardiopatie e il cancro, nella
classifica dei maggiori costi sanitari. L'incidenza della malattia
rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria destinata a
crescere nei prossimi anni con l'incremento della vita media della
popolazione. L'attuale mancanza di terapie, e gli elevati costi
socio-sanitari necessari per l'assistenza dei pazienti, rendono
prioritario lo sviluppo di efficaci strategie farmacologiche per
combattere la malattia. I risultati ottenuti aprono cosi nuove
speranze nello sviluppo di nuove strategie farmacologiche per curare
Alzheimer".

"Sull'Alzheimer e' in corso una proficua collaborazione tra
l'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e l'Istituto
Weizmann di scienze in Israele - ricorda Gianluigi Forloni,
responsabile del Dipartimento di neuroscienze del Mario Negri e
coautore dello studio. A sostegno di questa collaborazione, il
Comitato Negri-Weizmann ha organizzato anche per quest'anno il
tradizionale Concerto straordinario alla Scala di Milano.

L'appuntamento e' per lunedi' 12 dicembre alle 20, con la
partecipazione di Gidon Kremer, violino; Mischa Maisky, violoncello, e
Louis Lortie, pianoforte, accompagnati dall'orchestra Kremerata
Baltica. Si esibiranno in brani di Arvo Part Fratres, Richard Strauss,
Max Bruch Kol Nidrei, Petr Il'ič Čajkovskij, Wolfgang Amadeus Mozart e
Astor Piazzolla.

(Red-Opa/Ct/Adnkronos)
09-NOV-11 17:16

NNNN
SALUTE: DA STUDIO ITALIANO SU TOPI SPERANZA PER CURA ALZHEIMER =
(AGI) - Milano, 9 nov. - Uno studio dell'istituto di ricerche
farmacologiche "Mario Negri" di Milano apre nuovi scenari sulla
cura dell'Alzheimer, con l'individuazione di una possibile
strategia terapeutica innovativa per il trattamento della
malattia. La ricerca condotta dal laboratorio diretto da
Tiziana Borsello, pubblicata sul prestigioso Journal of
Biological Chemistry, ha evidenziato il ruolo chiave di
un'enzima, che si chiama 'Jnk' e ha dimostrato il suo
coinvolgimento nella generazione e nella progressione del
Alzheimer; l'enzima, infatti, agirebbe su due proteine alla
base della neurodegenerazione cellulare. "Partendo da questa
scoperta - spiega Tiziana Borsello, del dipartimento
neuroscienze del 'Mario Negri' - abbiamo messo a punto e
somministrato il primo trattamento cronico con un peptide
inibitore di Jnk su un topo affetto dall'Alzheimer. L'inibitore
specifico utilizzato, il D-JNKI1, si e' dimostrato in grado di
prevenire l'azione dell'enzima su entrambi i markers. Il
trattamento cronico con D-JNKI1, somministrato in una fase
conclamata della malattia, e' stato in grado di annullare
completamente i deficit cognitivi (perdita di memoria) e le
alterazioni elettrofisiologiche caratteristiche della malattia
(mal funzionamento dei neuroni dell'ippocampo), senza effetti
collaterali rilevanti". Secondo la ricercatrice, questo
trattamento ha "notevolissime implicazioni cliniche e apre
nuove speranze per lo sviluppo di farmaci in grado di curare la
malattia", che e' la forma piu' comune di demenza
neurodegenerativa, al punto che un ottantenne su tre ne e'
affetto e che, secondo le stime, al mondo circa 26 milioni del
mondo ne sono malate. (AGI)
mi1
091722 NOV 11

NNNN