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Censis: malati tumore temono tagli a bilanci pubblici

Dettagli

Salute

/ Censis: malati tumore temono tagli a bilanci pubblici
Stretta potrebbe impedire disponibilità cure più innovative

Roma, 8 nov. (TMNews) - Oggi il tumore si combatte meglio sul
piano medico e sanitario. Il reinserimento sociale dei pazienti è
più rapido, ma sono ancora molti gli ostacoli che incontrano nel
mondo del lavoro e negli altri ambiti della vita quotidiana. E
combattono con la paura che la stretta ai conti pubblici si
traduca, domani, nella indisponibilità delle cure più innovative
per la propria malattia. Oggi sono più di 274mila le persone che,
a causa di un tumore, nel corso della loro vita sono state
licenziate, costrette alle dimissioni o a cessare la propria
attività autonoma. Di queste, sono quasi 85mila quelle a cui è
accaduto negli ultimi cinque anni. Circa l`80% dei malati di
tumore ha subito cambiamenti in questo ambito, dalla perdita
dell`impiego alla riduzione del reddito. È quanto emerge dalla
indagine nazionale sui pazienti oncologici realizzata dal Censis
con il sostegno di Roche, alla quale hanno partecipato più di
1.000 pazienti e oltre 700 caregiver, con un ruolo decisivo di
Favo e di altre associazioni del volontariato oncologico, alla
cui capacità di mobilitazione si deve il successo della ricerca.

Terapie più efficaci, uno straordinario spirito di adattamento
dei pazienti, il decisivo supporto familiare: sono questi i
pilastri su cui si basa il sistema italiano di lotta al tumore.
Il tempo che intercorre tra l`intervento chirurgico o i
trattamenti medici e il rientro nella normale vita quotidiana è
sceso dai 17 mesi in media di dieci anni fa ai 4 mesi di oggi. La
riduzione di 13 mesi in dieci anni riflette il balzo in avanti
delle terapie antitumore, oggi molto più efficaci che nel
passato.

Sensazione di fragilità e tendenza alla facile commozione
(lamentate dal 57,9% del campione), apatia, debolezza, perdita di
forze (54,7%), dolori, disturbi fisici (52,9%), perdita del
desiderio sessuale (47,6%), ansia (46,7%), problemi relativi
all`aspetto fisico (42,2%): sono questi i principali disturbi
psico-fisici con cui i pazienti si adattano a convivere, ai quali
però non consentono di impedire il rientro nella vita sociale.
(segue)

Red/Apa

081328 nov 11

Salute/ Censis: malati tumore temono tagli a bilanci pubblici -2-
Sanit buona ma con molte differenze territoriali, meglio al Nord

Roma, 8 nov. (TMNews) - Il welfare per i malati oncologici oggi
familiare oppure non . L`82,5% dei pazienti pu contare su una
persona di riferimento. E nella gran parte dei casi sono le
famiglie (in particolare le mogli o conviventi: 62,3%) a offrire
le cure necessarie con un impegno quotidiano, anche notturno. Il
68,3% dei caregiver convive con il paziente e il 6,7% dei
pazienti completamente non autosufficiente. alta anche la
quota di anziani che assistono altri anziani: quasi un terzo dei
caregiver ha pi di 65 anni.

Se oggi la sanit funziona piuttosto bene, pur con significative
differenze territoriali, per il futuro si teme che i tagli dei
budget pubblici renderanno non disponibili tempestivamente le
terapie pi innovative che, oltre a guarire di pi e meglio,
dovrebbero soprattutto ridurre gli effetti collaterali, rendendo
pi facile il rientro nella vita di tutti i giorni. Sono buoni e
migliorati negli ultimi due anni i servizi sanitari con cui i
pazienti entrano in contatto, secondo il 77% del campione. Ma
negativo il giudizio sui servizi sociali (il 45% li ritiene buoni
o ottimi, il resto li valuta insufficienti o addirittura non
riesce nemmeno a entrarci in contatto), sui servizi territoriali
(l`assistenza domiciliare giudicata insufficiente dal 42% degli
intervistati) e sulle varie forme di tutela, inclusi i supporti
economici (quasi il 50% le definisce insufficienti).

Sanit buona, ma con molte differenze territoriali. Quasi il 66%
degli intervistati convinto che vi siano disparit nelle
opportunit di cura per i pazienti oncologici. Poco meno del 13%
del campione giudica insufficiente la disponibilit attuale delle
terapie innovative (il dato sale al 16% nel Mezzogiorno). E sul
futuro aleggia la paura che i tagli ai bilanci pubblici
renderanno ancora pi difficile l`accesso alle cure pi efficaci
e con meno effetti collaterali: per il 40% a causa della
lunghezza delle liste di attesa per controlli ed esami, per il
33,5% a causa delle attese quando ci si reca in terapia, per il
29,5% a causa delle difficolt di bilancio della sanit, che
limiteranno la disponibilit di terapie oncologiche pi mirate e
con minori effetti collaterali. Il 25,7% teme che ci saranno
ulteriori differenze nelle cure tra i diversi territori del
Paese, in particolare in quelle pi innovative (ad esempio, i
farmaci biologici).

Tra le priorit che i pazienti indicano per il futuro, prima di
tutto c` la necessit di avere terapie innovative sempre pi
personalizzate e con minori effetti collaterali: l`opinione del
74% dei pazienti. Poi una maggiore attenzione agli impatti
psicologici della patologia (32%). La priorit nella lotta al
tumore consiste dunque nel passare dal prolungamento quantitativo
della vita successiva alla diagnosi e ai trattamenti medici, al
miglioramento qualitativo della vita quotidiana. La lotta al
tumore deve essere sempre pi una lotta della comunit, che deve
supportare lo sforzo di pazienti e famiglie ben oltre la fase
dell`emergenza sanitaria (dai servizi sociali e sul territorio
alle tutele sul lavoro) e non spezzare la lunga corsa verso
terapie pi efficaci e con minori effetti collaterali: non basta
guarire a ogni costo, bisogna ridurre l`impatto delle cure
attraverso l`innovazione medica e tecnologica.

Red/Apa

081330 nov 11

TUMORI: 80% MALATI PERDE O CAMBIA LAVORO, 30% TEME IMPATTO CRISI SU CURE =
MAXI-INDAGINE DEL CENSIS SULLE PAURE DEI MALATI DI CANCRO

Milano, 8 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - In tempi di crisi
anche il cancro fa piu' paura. L'80% dei malati di tumore ha
sperimentato l'impatto della patologia sulla propria professione,
dalla perdita del lavoro al crollo del reddito, e il timore e' che il
contesto economico attuale possa peggiorare ulteriormente il peso del
cancro sul portafoglio. Non solo: quasi il 30% dei malati e di chi li
assiste pensa che la scure dei tagli possa limitare anche la
disponibilita' delle terapie anticancro innovative, piu' mirate e
quindi piu' efficaci e con meno effetti collaterali. A fotografare le
paure degli italiani alle prese col tumore e' una maxi-indagine
condotta dal Censis su oltre mille malati e 700 caregiver.

La ricerca, realizzata con il supporto di Roche e in
collaborazione con la Favo (Federazione italiana associazioni di
volontariato in oncologia), e' stata presentata oggi a Roma da
Giuseppe De Rita e Carla Collicelli, presidente e vicedirettore del
Censis, e discussa da Francesco De Lorenzo, presidente di Favo, e
Maurizio de Cicco, amministratore delegato di Roche in Italia. Secondo
l'indagine, oggi sono piu' di 274 mila le persone che, a causa di un
tumore, nel corso della loro vita sono state licenziate, costrette
alle dimissioni o a cessare la propria attivita' autonoma. Di queste,
sono quasi 85 mila quelle a cui e' accaduto negli ultimi 5 anni. In
generale, circa 8 malati di cancro su 10 hanno subito un cambiamenti
sul fronte economico-lavorativo.

Una speranza arriva dalle nuove cure, che hanno abbattuto il
tempo fra l'intervento chirurgico o i trattamenti medici e la ripresa
della normale vita quotidiana. Dai 17 mesi in media di 10 anni fa, si
e' scesi a 4 mesi: -13 mesi, fatte salve le ricadute per un eventuale
peggioramento della patologia, che riguardano il 25% dei pazienti.
Sempre secondo l'indagine, poco meno del 13% del campione (il 16% al
Sud) giudica insufficiente la disponibilita' attuale di terapie
innovative. Sul futuro, pero', aleggia la paura che i tagli ai bilanci
pubblici complicheranno anche l'accesso alle cure 'intelligenti': per
il 40% degli intervistati a causa della lunghezza delle liste di
attesa per controlli ed esami, per il 33,5% a causa delle attese
quando ci si reca in terapia, per il 29,5% a causa delle difficolta'
di bilancio della sanita', che limiteranno la disponibilita' di
terapie piu' efficaci e sicure. Il 25,7%, infine, teme che ci saranno
ulteriori differenze nelle cure tra varie aree del Paese, in
particolare per quanto riguarda i farmaci biologici. (segue)

(Red-Opa/Zn/Adnkronos)
08-NOV-11 12:55

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TUMORI: 80% MALATI PERDE O CAMBIA LAVORO, 30% TEME IMPATTO CRISI SU CURE (2) =
L'ASSISTENZA PESA SULLE FAMIGLIE, ANZIANO UN CAREGIVER SU 3

(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sensazione di fragilita' e
tendenza alla facile commozione (lamentate dal 57,9% del campione),
apatia, debolezza e perdita di forze (54,7%), dolori e disturbi fisici
(52,9%), perdita del desiderio sessuale (47,6%), ansia (46,7%),
problemi relativi all'aspetto fisico (42,2%): sono questi - secondo i
risultati dell'indagine del Censis - i principali disturbi psicofisici
con cui i malati di cancro si adattano a convivere, pur di tornare il
prima possibile alle normali attivita' quotidiane.

Dalla ricerca emerge anche che l'82,5% dei pazienti oncologici
puo' contare su una persona di riferimento per l'assistenza. Ma il
welfare e' essenzialmente familiare: nella gran parte dei casi sono
infatti le famiglie, in particolare le mogli o conviventi (62,3%), a
offrire le cure necessarie con un impegno quotidiano, anche notturno.
Il 68,3% dei caregiver convive con il paziente e il 6,7% dei pazienti
e' completamente non autosufficiente. E' alta anche la quota di
anziani che assistono altri anziani: quasi un terzo dei caregiver ha
piu' di 65 anni.

In generale, dall'istantanea scattata dal Censis risulta che
sono buoni e migliorati negli ultimi 2 anni i servizi sanitari con cui
i pazienti entrano in contatto: lo pensa il 77% degli intervistati. E'
invece negativo il giudizio sui servizi sociali (il 45% li ritiene
buoni o ottimi, ma il restante 55% li valuta insufficienti o
addirittura non riesce nemmeno a entrarci in contatto), sui servizi
territoriali (l'assistenza domiciliare e' giudicata insufficiente dal
42% degli intervistati) e sulle varie forme di tutela, inclusi i
supporti economici (quasi il 50% le definisce insufficienti). Quasi il
66% del campione sentito dal Censis e' convinto che vi siano
disparita' nelle opportunita' di cura per i pazienti oncologici. Tra
le priorita' che i pazienti indicano per il futuro, il 74% cita la
necessita' di avere terapie innovative sempre piu' personalizzate e
con minori effetti collaterali. Pazienti e caregiver, poi, chiedono
una maggiore attenzione agli impatti psicologici della patologia
(32%).

(Red-Opa/Zn/Adnkronos)
08-NOV-11 13:11

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