Polizia Penitenziaria, di aver inoltrato istanza volta ad ottenente la concessione di 150 ore di permesso straordinario retribuito per la partecipazione al corso da "Operatore con Terminale Video"

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Categoria: Sentenze - Ordinanza - Parere - Decreto
Creato Giovedì, 27 Ottobre 2011 11:42
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IMPIEGO PUBBLICO
T.A.R. Lazio Roma Sez. I, Sent., 14-09-2011, n. 7260

Fatto Diritto P.Q.M.
Svolgimento del processo
Espone in fatto l'odierno ricorrente, Agente Scelto del Corpo della Polizia Penitenziaria, di aver inoltrato istanza volta ad ottenente la concessione di 150 ore di permesso straordinario retribuito per la partecipazione al corso da "Operatore con Terminale Video" presso la ditta "#################", autorizzato dalla Regione Lazio.
Con nota del 28 settembre 2001, l'Ufficio Centrale del Personale del D.A.P. ha rappresentato che la concessione dei permessi di studio spettano per la frequenza di corsi finalizzati al conseguimento di titoli di studio o di attestati professionali riconosciuti dall'ordinamento pubblico.
Mediante fruizione di congedi ordinari e riposi compensativi, il ricorrente ha frequentato il predetto corso, successivamente reiterando la propria istanza, con riferimento alla quale l'Ufficio Centrale del Personale del D.A.P., con nota dell'11 marzo 2002, ha opposto il diniego nella considerazione che pur risultando la ditta autorizzata a svolgere corsi di formazione, non sarebbe intervenuto il riconoscimento da parte della Regione dell'attestato dalla stessa rilasciato.
Avverso tale provvedimento deduce parte ricorrente i seguenti motivi di censura:
- Violazione di legge per violazione dell'art. 78 del D.P.R. n. 782 del 1985, dell'art. 21 del D.P.R. n. 395 del 1995 e dell'art. 20 del D.P.R. n. 254 del 1999. Violazione di legge per violazione dell'art. 2043 c.c. Eccesso di potere per manifesta illogicità dell'azione amministrativa. Eccesso di potere per carenza ed illogicità della motivazione. Eccesso di potere per arbitrarietà dell'azione amministrativa.
Nel richiamare parte ricorrente il diritto alla studio costituzionalmente sancito, denuncia la contrarietà del gravato diniego alla normativa di riferimento stante l'avvenuto riconoscimento dell'attività di formazione svolta dalla Ditta "#################", con conseguente pregiudizio al proprio diritto di fruire, dal 15 ottobre 2001 al 21 febbraio 2002, del permesso straordinario retribuito per la frequenza del corso.
Chiede, quindi, parte ricorrente, l'accertamento del proprio diritto alla fruizione di 150 ore di permesso straordinario retribuito, con conseguente condanna dell'intimata Amministrazione al risarcimento del danno conseguente all'illegittimo diniego di concessione di tali permessi.
Si è costituita in resistenza l'intimata Amministrazione sostenendo l'infondatezza del ricorso con richiesta di corrispondente pronuncia.
Alla pubblica udienza del 13 luglio 2011 la causa è stata chiamata e trattenuta per la decisione, come da verbale.
Motivi della decisione
Con il ricorso in esame l'odierno ricorrente chiede l'accertamento del proprio diritto a fruire di 150 ore di permesso straordinario retribuito di cui agli artt. 78 del D.P.R. n. 782 del 1985, 21 del D.P.R. n. 395 del 1995 e 20 del D.P.R. n. 254 del 1999, per la partecipazione al corso da "Operatore con Terminale Video" presso la ditta "#################", nonché la condanna della resistente Amministrazione al risarcimento del danno conseguente al diniego illegittimamente opposto alla concessione di tali ore di permesso retribuito per la frequenza di detto corso, cui il ricorrente ha partecipato usufruendo di congedi ordinari e riposi compensativi.
Il ricorso non merita favorevole esame.
Dispone l'art. 21 del D.P.R. 31 luglio 1995 n. 395 - recante il recepimento dell'accordo sindacale del 20 luglio 1995 riguardante il personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato, Corpo di polizia penitenziaria e Corpo forestale dello Stato) e del provvedimento di concertazione del 20 luglio 1995 riguardante le Forze di polizia ad ordinamento militare (Arma dei carabinieri e Corpo della guardia di finanza) - che "Nei confronti del personale del Corpo della polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello Stato si applica l'art. 78 del decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 1985, n. 782.".
L'art. 78 ivi richiamato dispone che "L'Amministrazione della pubblica sicurezza favorisce la aspirazione del personale che intende conseguire un titolo di studio di scuola media superiore o universitario o partecipare a corsi di specializzazione post universitari o ad altri corsi istituiti presso le scuole pubbliche o parificate nella stessa sede di servizio. A tal fine, oltre ai normali periodi di congedo straordinario per esami, è concesso un periodo annuale complessivo di 150 ore da dedicare alla frequenza dei corsi stessi."
L'art. 20 del D.P.R. 16 marzo 1999 n. 254 reca ulteriori disposizioni inerenti la concessione di 150 ore per la frequenza di corsi.
Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, con Circolare n. 3538/5988 begin_of_the_skype_highlighting            3538/5988      end_of_the_skype_highlighting del 27 dicembre 2000, ha dettato disposizioni di dettaglio in materia di concessione dei permessi straordinari per la frequenza di corsi, stabilendo che tali permessi spettano "per la frequenza di corsi finalizzati al conseguimento di titoli di studio in corsi universitari, post universitari, di scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale statali, pareggiate o legalmente riconosciute (o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali) o attestati professionali riconosciuti dall'ordinamento pubblico."
Tale essendo la normativa di riferimento cui ricondurre la delibazione in ordine alla controversia in esame, osserva il Collegio come il corso, frequentato dal ricorrente, per Operatore con Terminale Video" organizzato dalla ditta "#################", risulta essere stato autorizzato dalla Regione Lazio ma non riconosciuto, per l'effetto rivelandosi la legittimità del contestato diniego di concessione delle 150 ore di permesso straordinario retribuito.
Ed invero, sulla base del processo verbale della seduta della Giunta Regionale del Lazio del 9 dicembre 1998, emerge l'avvenuta autorizzazione della ditta "#################" a gestire corsi di formazione professionale, ma gli attestati rilasciati in esito a tali corsi non hanno ottenuto alcun riconoscimento formale.
Né, a diversamente ritenere, può valere il certificato di frequenza, depositato da parte ricorrente e rilasciato dalla citata ditta, laddove si afferma che il corso "è valido agli effetti dell'art. 14 della legge quadro n. 845 del 21 dicembre 1978", prevedendo tale norma che con il superamento delle prove finali gli allievi conseguono attestati, rilasciati dalle regioni, mentre nella fattispecie in esame non risulta essere stato rilasciato alcun attestato da parte della Regione Lazio, e ciò proprio in ragione del mancato riconoscimento formale del corso.
Consegue dalle svolte considerazioni che, in corretta applicazione della normativa di riferimento, come sopra illustrata, la resistente Amministrazione ha opposto il diniego in ordine alla richiesta del ricorrente di concessione di 150 ore di permesso straordinario retribuito per la frequenza del citato corso, con refluente infondatezza della proposta azione volta all'accertamento del diritto dello stesso alla fruizione di tale beneficio e con conseguente infondatezza anche dell'azione volta ad ottenere il risarcimento del danno, il che conduce al rigetto del ricorso in esame.
Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima)
definitivamente pronunciando sul ricorso N. 1076/2003 R.G., come in epigrafe proposto, lo rigetta.
Condanna il ricorrente al pagamento, a favore della resistente Amministrazione, delle spese di giudizio che liquida in complessivi euro 1.000 (mille).
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.