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oltre un mln italiani malati di gotta, 5 mln a rischio

Dettagli

SALUTE

: oltre un mln italiani malati di gotta, 5 mln a rischio =
(AGI) - Roma, 25 ott. - E' una malattia di cui non si parla
piu', relegata nell'archivio delle patologie del passato, come
il vaiolo o la peste. Eppure la gotta continua a colpire: solo
in Italia si contano oltre un milione di malati, ma soprattutto
si stima ci siano 5 milioni di persone a rischio di ammalarsi.
Per questo a novembre partira' in 8 piazze e 20 centri
commerciali delle piu' importanti citta' italiane il "Mese
della Gotta", Campagna nazionale promossa da SIR (Societa'
Italiana di Reumatologia) e SIMG (Societa' Italiana di Medicina
Generale), con il patrocinio del Ministero della Salute e delle
amministrazioni dei Comuni coinvolti nel progetto (Milano,
Padova, Firenze, Genova, Roma, Napoli, Bari, Palermo). Per
tutto il mese l'iniziativa prevede strutture itineranti
all'interno delle quali operatori sanitari effettueranno alcuni
test per verificare se il 'rischio gotta' e' superiore al
normale: un mini-questionario, la misurazione della pressione e
una misurazione istantanea del livello di acido urico nel
sangue. Secondo i dati di una recente indagine statunitense, la
gotta occupa il secondo posto, dopo l'artrosi, fra le malattie
reumatiche piu' frequenti negli USA. In Italia si stima vi
siano circa 1 milione di gottosi - prevalentemente uomini, ma
con un'aumentata incidenza femminile dopo la menopausa e tra le
donne piu' giovani che fanno uso di diuretici per mantenere la
linea. Ma sarebbero circa 5 milioni le persone che presentano
livelli di acido urico elevato, quindi a rischio di ammalarsi.
"Questa malattia reumatica in Italia e' sottovalutata e
sottodiagnosticata", afferma Giovanni Minisola, Presidente SIR
e Primario della Divisione di Reumatologia dell'Ospedale di
Alta Specializzazione "San Camillo" di Roma. "Fra i fattori di
rischio vi sono il sovrappeso, l'alimentazione sbilanciata e
ipercalorica, lo stile di vita poco o affatto salutare,
l'allungamento della vita media e gli effetti indesiderati di
alcuni medicinali". "E' una malattia da cure primarie",
conferma Claudio Cricelli, presidente SIMG. "Il medico di
medicina generale deve impegnarsi nel promuovere l'adozione di
stili di vita sani, a partire da una corretta alimentazione.
Accanto ai classici alimenti ricchi di purine (frattaglie,
crostacei, insaccati, cacciagione e carni soprattutto di manzo,
maiale e agnello), materia prima per la formazione di acido
urico, anche nel nostro Paese sta aumentando - soprattutto fra
i giovani - il consumo di birra, fonte primaria di purine, e di
bevande dolcificate con fruttosio, che puo' ridurre la
capacita' dei reni di eliminare l'acido urico". Inoltre, anche
in Italia sta prendendo piede la 'moda' delle diete
iperproteiche, che possono di diventare un fattore di rischio
per l'iperuricemia. (AGI)
Pgi
251239 OTT 11

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