mal di schiena: una vera epidemia silente

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Categoria: Salute e Sicurezza del Lavoro
Creato Lunedì, 10 Ottobre 2011 15:58
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SALUTE.

mal di schiena: una vera epidemia silente
LA SETTIMANA EUROPEA CONTRO IL DOLORE DAL 10 AL 14 OTTOBRE

(DIRE - Notiziario Sanita') Roma, 10 ott. - Anche quest'anno la
Fondazione Paolo Procacci e l'Associazione Italiana per lo Studio
del Dolore aderiscono alla "Settimana europea contro il dolore",
organizzata dalla Federazione Europea delle Associazioni per lo
Studio del Dolore - IASP Chapters (EFIC).
Dal 2001, ogni anno, l'EFIC organizza questo importante
appuntamento a testimonianza della costante attenzione al
problema dolore, con campagne di sensibilizzazione rivolte sia
agli operatori sanitari che ai pazienti.
Il tema del 2011 e' la lombalgia, il mal di schiena che affligge
decine di milioni di persone in Europa. Un europeo su cinque
soffre di dolore cronico, e di lombalgia cronica soffre il 63%
dei cittadini. Tra il 60 e il 90% degli europei almeno una volta
nella vita soffre di mal di schiena. I dati sulla prevalenza di
dolore nel corso della vita ci indicano un 30-50% di dolore
cervicale, 16-20% di dolore toracico e 70% di lombalgia.

Secondo il Presidente EFIC, Prof. Hans Kress (Direttore del
Dipartimento di Anestesia e Terapia del Dolore dell'Universita'
di Vienna) "il mal di schiena cronico e' una vera e propria
epidemia silente, sottostimata dagli operatori sanitari e da chi
decide la politica sanitaria. Per questo le Associazioni per lo
Studio del Dolore presenti in 35 nazioni europee si impegnerano
in una campagna di sensibilizzazione, con opuscoli informativi e
dettagliati e raccomandazioni di trattamento. Il materiale sara'
disponibile nel sito www.efic.org".
Per il Prof. Maarten van Kleef, Direttore del Dipartimento di
Anestesia e Terapia del Dolore dell'Universita' di Maastricht e
coordinatore della Settimana Europea contro il dolore "e'
fondamentale far comprendere che la classificazione del 95% dei
casi di mal di schiena come "lombalgia non specifica" non sia
adeguata e del tutto insoddisfacente e ascientifica. Serve una
nuova classificazione se si vuole intensificare la ricerca, per
tradurla poi in terapie mirate secondo i diversi tipi di
lombalgia cronica. Non possiamo piu' permetterci di far finta di
niente di fronte alla lombalgia cronica".

Il notevole impatto sociale ed economico di questo problema di
salute ha indotto l'EFIC® e le Associazioni per lo Studio del
Dolore presenti in Europa a protrarre l'iniziativa per un anno
intero: l'Anno Europeo contro la lombalgia cronica.
L'impegno delle Associazioni per lo Studio del Dolore sara'
quindi quello di far ben comprendere il problema a tutti i
livelli sociali, attraverso una pianificata serie di iniziative,
un vero e proprio piano operativo che avra' come principali
obiettivi: - spiegare l'evoluzione negativa del dolore di schiena
e l'importanza di mantenere un'attivita' fisica costante,
nonostante la presenza di dolore, - definire un'appropriata
classificazione del mal di schiena, - promuovere la ricerca e lo
sviluppo di piu' efficaci trattamenti.

Classificazione inadeguata e pregiudizi Circa l'80% dei
pazienti con un certificato di "lombalgia non specifica" ritorna
al lavoro nel giro di poche settimane, ed erroneamente si pensa,
e lo pensa pure il medico, che si siano ristabiliti, ma in circa
il 65% dei casi il dolore non e' del tutto scomparso. E diventa
cronico. Circa la meta' continuera' a soffrire di lombalgia per
piu' di 5 anni, nonostante siano stati curati secondo le moderne
conoscenze mediche. Molti medici e molti amministratori delle
risorse sanitarie non hanno ancora chiara questa situazione e
quindi sottostimano il problema.
L'uso del termine "lombalgia non specifica", assegnato al 95%
delle tipologie di mal di schiena non causati da tumore,
frattura, infezione, osteoporosi, ha di fatto bloccato la ricerca
necessaria per sviluppare programmi preventivi e terapeutici,
formulati secondo le esigenze specifiche del paziente.
Quindi la mancanza di una suddivisione terminologica ha portato a
una insufficiente comprensione della lombalgia non specifica e a
una mancanza di cure adeguate, come spiega il Prof. Kleef che
ribadisce la necessita' di formulare criteri diagnostici
attendibili per ognuno dei sottogruppi ed analizzarne i
meccanismi specifici, se si intende offrire strategie di cura
adeguate e mirate.

(Wel/ Dire)
15:58 10-10-11

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